Frontale con un furgone, muore ciclista

Controguerra, seconda vittima sulla Bonifica in 4 giorni: perde la vita un 61enne di Centobuchi, martedì l’autopsia
CONTROGUERRA. Una strada insanguinata, la Bonifica del Tronto. Dopo Claudio Di Pietro, morto sul suo scooter mercoledì, ieri la seconda vittima in quattro giorni.
Ieri poco prima delle 10 un ciclista di Centobuchi, Domenico Spinozzi di 61 anni, ha avuto un frontale contro un furgoncino che trasportava surgelati. E per il ciclista, nonostante portasse il casco, non c’è stato scampo. Il furgoncino procedeva in direzione monti, in un rettilineo della strada provinciale 1in territorio di Controguerra. In quel momento la strada non era particolarmente trafficata: Spinozzi, che procedeva verso il mare, era appena stato superato da un gruppo di altri ciclisti.
Nulla faceva presagire la tragedia. L’esatta dinamica è al vaglio della polizia stradale di Teramo, intervenuta per i rilievi, ma pare che all’improvviso il ciclista abbia sbandato. Al momento è un’ipotesi, confermata dai segni di frenata lasciati dal furgone nella corsia in cui stava procedendo, cioè la mare-monti. Comunque sia, per l’autista del camioncino non è stato possibile evitare l’impatto: il ciclista ha sbattuto con il capo prima contro lo specchietto retrovisore, poi contro li spigolo del cassone della cella frigorifera, leggermente sporgente. Entrambi i colpi sono stati letali e Spinozzi è morto sul colpo. L’autista, A.R. 44 anni di Martinsicuro, si è fermato a prestare i primi soccorsi, ma è stato inutile, così come l’arrivo dell’ambulanza del 118.
Il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha dato il nulla osta a spostate il corpo, che è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale di Sant’Omero. Qui è arrivata la moglie, per il riconoscimento della salma, visto che Spinozzi, come molti ciclisti, non portava documenti addosso. Il pm, vista l’incertezza nella dinamica dell’incidente, ha disposto l’autopsia, anche per capire se il 61enne abbia avuto un malore che gli ha fatto perdere il controllo della bici. L’autopsia sarà eseguita martedì dal medico legale Pino Sciarra. L’autista, intanto, è stato indagato per omicidio colposo, come di prassi .
Spinozzi era in pensione, dopo aver lavorato come camionista alla Son di Centobuchi (Monteprandone). Negli ultimi anni faceva il bagnino in uno stabilimento a San Benedetto. Una persona dal fisico atletico che amava tenersi in forma praticando sport, soprattutto ciclismo. Lascia la moglie Claudia Agostini, i figli Antonella e Fausto, il nipote Domenico junior, la madre e due fratelli. «Era bravo, intelligente e molto sensibile; in caso di necessità il primo a correre» ricorda don Ulderico Ceroni, parroco della chiesa di San Benedetto dove la famiglia va a messa.
(ha collaborato
Stefania Mezzina)
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