Fucili e munizioni nascosti in casa Rom a processo

Una delle armi era stata rubata pochi giorni prima Indagato anche un altro uomo che ha già patteggiato
GIULIANOVA. In casa aveva una sorta di arsenale: due fucili, di cui uno risultato rubato, e 67 cartucce di vario tipo. Christian Levakovic, rom quarantenne di Giulianova, è accusato di detenzione illecita di armi e ricettazione. Ieri mattina, davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori, si è svolta la prima udienza del processo in cui l’uomo è assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli.
I fatti per cui Levakovic è a processo risalgono a marzo del 2016 e gli vengono contestati (tranne la ricettazione) in concorso con un altro giuliese che ha scelto il rito alternativo del patteggiamento. L’anno scorso, nell’ambito di una indagine portata avanti dai carabinieri proprio dopo il furto di alcune armi nella cittadina rivierasca, scattarono delle operazioni di controllo proprio sulle armi. Un’attenta vigilanza che portò i militari a fare una perquisizione nell’abitazione in uso all’uomo: qui, nascosti in un mobile, vennero trovati un fucile monocanna risultato rubato e una carabina ad aria compressa «sviluppante», si legge nel capo d’imputazione, «un’energia cinetica pari a 10,171 joule (superiore al limite di legge per le armi di libera vendita). Oltre alle armi i carabinieri trovarono 32 cartucce a pallini e 35 cartucce calibro 22. Il fucile monocanna era risultato il provento di un furto avvenuto qualche giorno prima sempre a Giulianova.
Il processo, dopo la prima udienza di ieri mattina, è stato aggiornato a giugno con l’audizione dei primi testi che sono stati citati dalla pubblica accusa. Nel corso del dibattimento dovranno essere chiarite le circostanze che hanno portato alla detenzione illecita delle armi e delle munizioni. Va detto che al momento del blitz dei carabinieri nessuna versione venne data dai due uomini sul possesso delle armi nascoste nell’abitazione del rom.(d.p.)
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