«Fuggiamo da guerre e vogliamo un futuro»

Le testimonianze dopo la notte di controlli. Molti migranti in questi giorni hanno raccolto le olive
MONTORIO. Scendono dall’autobus che li riporta in albergo dopo la notte di perquisizioni. Per chi da mesi fugge da un Paese all’altro i controlli delle forze dell’ordine non sono certamente una novità. «Ci siamo abituati» dice uno di loro. Cercano il dialogo in italiano perchè in molti frequentano i corsi serali per imparare la lingua. Raccontano di lunghi viaggi, di interi giorni di cammino ma anche della raccolta delle olive in cui molti di loro in questi giorni sono impegnati con la cooperativa che li segue. «Stiamo imparando», dicono, «ci stanno insegnando. Noi con il terrorismo non c’entriamo niente. Fuggiamo da Paesi in guerra e cerchiamo un posto in cui vivere, tutto il resto non c’interessa». Nessuno protesta, nessuno inveisce. «Capiamo i controlli», aggiunge un altro, «e rispettiamo il lavoro dei carabinieri, ma noi non abbiamo nulla da nascondere. I documenti sequestrati? Noi non ne sappiamo nulla».
Da quando sono arrivati a Montorio, oltre a frequentare i corsi di lingua italiana che si svolgono nella cittadina e che sono stati organizzati proprio nell’ambito dei progetti di accoglienza dei migranti, sono impegnati in alcuni progetti di volontariato tra cui anche la raccolta delle olive.
Dice Adriano Altitonante, uno dei proprietari dell’hotel Vomano che da agosto ospita i migranti: «Qui non ci sono mai stati problemi e si sono sempre comportati bene. Quando vedono che c’è qualcosa da fare, magari la pulizia del giardino o qualche altra cosa, sono loro a farsi avanti per aiutarci e in alcune occasioni hanno fatto da soli. In questi giorni, inoltre, sono impegnati nella raccolta delle olive in alcuni terreni della zona».
E a raccontarli ci sono anche alcuni residenti, in particolare i cittadini che abitano nella zona e che spesso li incrociano al bar. «Ci sembrano brave persone», racconta un anziano, «non hanno mai dato problemi. Certo in questi momenti, dopo quello che è successo a Parigi, siamo tutti molto spaventati. Ma io voglio raccontare quello che mi è successo qualche giorno fa mentre stavo tornando a casa con le borse della spesa. Ho incrociato uno di questi ragazzi che mi ha chiesto se poteva aiutarmi».(d.p.-c.d.g)
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