Funzionario fa causa al Comune: chiede 481mila euro di stipendio

L’integrazione salariale è motivata con lo svolgimento di compiti dirigenziali tra il 2018 e quest’anno La giunta nomina un legale esterno: «Conflitto d’interessi per l’avvocato dell’ente esperto in materia»
TERAMO . Per oltre cinque anni ha svolto mansioni che ritiene superiori alla sua qualifica. Con questa motivazione un dipendente del Comune ha citato in giudizio l’amministrazione per avere un indennizzo calcolato in 481mila euro. Si tratta di un funzionario che sostiene di aver ricoperto funzioni di dirigente, da retribuire con il corrispondente adeguamento salariale, dal 2018 all’anno in corso. Secondo l’amministrazione, però, la somma non è dovuta in quanto i compiti assegnati al lavorano rientrano nel suo inquadramento contrattuale. Il dipendente in questione, infatti, avrebbe assolto a funzioni di vice dirigente, ma sarebbe sempre stato sotto la supervisione della segretaria generale che svolge le mansioni dirigenziali per quel settore. Sul caso deciderà il giudice del lavoro che ha fissato l’udienza per il 9 ottobre. Nel frattempo, però, la giunta ha deliberato la costituzione in giudizio dell’ente contro la pretesa economica avanzata del funzionario e per ribadire la correttezza dell’operato dell’ente.
Il provvedimento chiarisce anche le motivazioni a sostegno della necessità di ricorrere a un legale esterno per far valere la posizione dell’amministrazione nella causa. «Il Comune di Teramo, al momento, non dispone all’interno della sua struttura organizzativa, delle professionalità richieste per sostenere le proprie ragioni», si legge nella delibera, «in particolare, ad oggi, l’avvocato di questo ente con esperienza in controversie e vertenze di lavoro non può patrocinare la causa in oggetto stante la sussistenza della condizione giuridica del conflitto di interessi, come da dichiarazione, in atti, resa dallo stesso per altro giudizio patrocinato dal medesimo legale del contenzioso in argomento. Un altro avvocato della civica avvocatura (costituita complessivamente da tre legali) è in procinto di dimissioni, per cui sono in corso le attività volte al passaggio ed alla distribuzione del contenzioso in essere in capo agli altri due legali attualmente in servizio. Di conseguenza, al momento, ulteriore carico al lavoro già esistente potrebbe compromettere la qualità della difesa». (g.d.m.)
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