Furto di energia, a giudizio per uno scambio di persona

5 Novembre 2021

Sant’Egidio, pensionato assolto dall’accusa di aver manomesso un contatore La Procura chiedeva la condanna a un anno e mezzo: l’utenza però non era sua

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Si è ritrovato sotto processo, con l’accusa di furto aggravato e una richiesta di condanna a un anno e mezzo di carcere, per uno scambio di persona. Lui però, un pensionato di Sant’Egidio, con le contestazioni mossegli dalla Procura su denuncia di Italgas non c’entrava proprio nulla.
È una storia a lieto fine, quella di cui è stato suo malgrado protagonista l’anziano. Assistito dall’avvocato Vincent Fanini, è stato assolto per non aver commesso il fatto, ma ha dovuto tribolare parecchio. Il pensionato finisce sotto inchiesta con l’accusa di furto di energia. Secondo la Procura, a cui si è rivolta la società di gestione del gas, ha rotto i sigilli di un contatore piombato creando un allaccio abusivo. L’anziano, di fronte alle contestazioni, cade dalle nuvole.
Le bollette di casa le ha sempre pagate regolarmente e si ritrova invischiato in un guaio senza sapere come ci è finito dentro. I dati, raccolti dalla polizia municipale su delega del pm, indicano lui come intestatario del contatore, in quanto via e numero civico dell’utenza corrispondono alla sua residenza. L’inghippo sta proprio qui. Il pensionato abita in una casa a fianco a quella, dove tra l’altro vive una donna, a cui si riferisce l’inchiesta.
Per un errore di registrazione o di trasmissione dei dati, però, quel contatore è associato al numero civico della sua abitazione. In assenza di ulteriori accertamenti, dunque, il pensionato viene indagato e rinviato a giudizio per il furto di energia, con l’aggravante della destrezza impiegata nel manomettere il contatore. «Per lui, sempre puntuale nei pagamenti, è stato un fulmine a ciel sereno», spiega Fanini, «di colpo si è visto accusato di cose che non aveva neppure immaginato». Il pensionato ha le carte in regola, ma affiancato dal suo legale è costretto comunque ad affrontare un lungo processo, nel corso del quale salta fuori l’errore. Fanini fa rilevare che si tratta di un «classico caso di scambio di persona», ma il pm chiede comunque la condanna dell’anziano a un anno e mezzo di carcere. Fino all’ultimo il pensionato e il suo avvocato restano con il fiato sospeso. La sentenza di assoluzione fa tirare a entrambi un sospiro di sollievo.
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