Fusione delle Bcc, doppio no a Tancredi

2 Ottobre 2014

Il presidente della Federazione Savini e Sottanelli bocciano l’idea: «Non siamo interessati»

TERAMO. Ha suscitato nervosismo nel mondo del credito cooperativo le ipotesi di un nuovo polo bancario sostenuto dalla Fondazione Tercas. Idee futuribili che l’onorevole teramano di Nuovo Centrodestra Paolo Tancredi ha lanciato per sfruttare quel patrimonio di 100 milioni di euro ancora in possesso della Fondazione Tercas che verrebbe svilito nella ricapitalizzazione della banca di corso San Giorgio.

L’ipotesi fa alzare le barricate della Federazione delle banche di credito cooperativo Abruzzo e Molise la quale, diffondendo i dati della semestrale che parlano di un utile netto di 10 milioni e 564mila euro, fa intendere chiaramente che una eventuale trasformazione in società per azioni proprio non le interessa. A ribadirlo è lo stesso presidente della Federazione, nonché presidente del credito cooperativo di Castiglione Messer Raimondo, Alfredo Savini, che dichiara: «La nostra forza è quella di essere banche cooperative indipendenti. La nostra anima è completamente diversa per statuto, è una vocazione di banca di territorio e comunità. Non abbiamo nessuna intenzione di diventare società per azioni, nè di venire meno alla nostra ispirazione. Rimaniamo fedeli alle nostre origini, alla nostra comunità, sono i numeri che dimostrano la nostra forza». La nota diffusa dalla Federazione per respingere ogni volontà di coinvolgimento nella fusione di un nuovo polo bancario (un’ipotesi che minerebbe la tenuta federativa nel caso venissero meno alcune delle 9 banche di credito cooperativo associate) parla di un andamento semestrale che da gennaio a giugno 2014 evidenzia una raccolta diretta di 1 miliardo e 956 mila euro, in crescita dell’1,26% (a fronte di un aumento più contenuto, dello 0,91%, registrato per il resto dell’industria bancaria abruzzese). Analogo segno positivo per gli impieghi, pari ad 1 miliardo e 515 mila euro, in crescita del 2,36% a fronte di un incremento dello 0,46% per il resto del sistema bancario territoriale.

Nettamente distante da ogni coinvolgimento futuro sull’ipotesi lanciata da Tancredi è anche Giulio Sottanelli, che nella sua duplice veste di presidente della Banca del Vomano e di deputato di Scelta Civica, opera dei distinguo. «Ritengo che la politica debba rimanere fuori e fare un passo indietro dalle scelte e dalle valutazioni fatte all’interno dei sistemi del credito. Condivido con il collega Tancredi che la Fondazione non debba concorrere alla ricapitalizzazione della Tercas in quanto i frutti del sudore e dei sacrifici prodotti per anni dall’economia abruzzese non vanno ulteriormente dispersi. Il territorio ha già dato il suo contributo di sangue». Quale sbocco allora per la Fondazione? «Ritengo che si possa valutare di portare il suo patrimonio a reddito e fare utili con la gestione finanziaria, perseguendo tuttavia i suoi obiettivi statutari». Ben altro discorso invece per la Banca del Vomano: «Non siamo interessati a perseguire progetti di fusione. In questa fase non lo ritengo utile, abbiamo altre prospettive che si concentrano nella rappresentanza del nostro territorio di riferimento».

Marianna De Troia

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