Gammarana, case assediate dal rumore

1 Marzo 2016

Protestano i residenti della zona vicina all’A24 e al Lotto Zero: «Vogliamo i pannelli fonoassorbenti»

TERAMO. È un vero e proprio incubo quello che denunciano alcuni residenti della Gammarana che lamentano di non riuscire a guardare il televisore e di non poter aprire le finestre per via dei rumori del traffico autostradale e del Lotto Zero. Un problema segnalato da tempo a Comune, Asl e Arta senza che i cittadini abbiano avuto riscontro, e che adesso, con l’avvicinarsi dell’estate, temono di essere nuovamente martellati dai rumori e intrappolati con il caldo in casa pur di tenere le finestre chiuse e ripararsi dagli insopportabili rumori del traffico.

Il problema, di cui si sono fatti portavoce il presidente del comitato di quartiere Gammarana Alfonso Marcozzi e Giovanni Pettinaro, affligge in special modo i cittadini di via Einaudi particolarmente vicini al tratto autostradale dell’A24 dall’uscita galleria fino alla zona sottostante dell’area Gammarana in direzione Giulianova e al tratto del Lotto zero vicino a via Acquaviva. Secondo Marcozzi c’è una legge quadro che ha sancito che le società e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, comprese le autostrade, nel caso di superamento dei valori limite, hanno l’obbligo di predisporre i piani di risanamento acustico, ma questo nel caso di Teramo non è avvenuto e lo stesso Comune non ne ha predisposto uno limitandosi a segnalare il problema all’Arta.

La soluzione, secondo i cittadini e gli esponenti del comitato di quartiere passa per l'installazione di pannelli fono-assorbenti. «Chiediamo agli enti preposti di attivarsi per risolvere il problema», ha detto Clelia Di Sabatino, una residente. «Non possiamo trascorrere un’altra estate da incubo. Questa zona della città è lasciata da tempo abbandonata all’incuria. Noi ci domandiamo: ma perché il Comune invece di spendere soldi per una pista ciclopedonale non ha pensato al decoro e alla vivibilità di questa zona?». «La legge», puntualizza ancora Marcozzi «assimila l’inquinamento acustico a un pericolo per la salute. E ci aspettiamo che il Comune, l’Arta e la Asl riconoscano il problema e agiscano di conseguenza». (m.d.t.)

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