Gara Team da 100 milioni, niente offerta

7 Febbraio 2018

La Ciclat non ha inviato la sua proposta per rilevare la quota privata e la gestione dei servizi. Si riparte da zero

TERAMO. Per la Team si prospetta la necessità di un’altra gara. È questa la conseguenza più probabile determinata dalla rinuncia di fatto della Ciclat, il consorzio ravennate unico ammesso alla fase decisa della procedura per l’individuazione del nuovo socio privato e il riaffidamento dei servizi gestiti dalla partecipata del Comune, a presentare l’offerta finale. Il termine è scaduto lunedì, dopo l’ennesimo rinvio concesso dagli uffici dell’ente per la formulazione della proposta gestionale, ma dal gruppo emiliano non è arrivato nulla. Il mancato invio della documentazione richiesta per dare corpo all’intesa decennale che avrebbe fatto diventare la Ciclat partner del Comune, rilevando le quote azionarie attualmente sottoposte alla curatela del tribunale fallimentare di Venezia, equivale a un abbandono della posizione acquisita al termine della fase iniziale della procedura.
Il consorzio ravennate, infatti, era stato il solo a superare l’esame dei requisiti tecnici e aziendali ritenuti necessari per poter formulare una proposta operativa sulla gestione di raccolta differenziata dei rifiuti tramite il “porta a porta”, servizi cimiteriali, cura del verde e segnaletica stradale. Si tratta di un appalto da 100 milioni di euro in dieci anni per il quale la Ciclat avrebbe dovuto inviare un’offerta definitiva all’amministrazione cittadina già settembre. Allo spirare del termine, però, il consorzio ha chiesto e ottenuto un rinvio.
La successiva scadenza è stata dunque fissata al 5 febbraio, in pratica due giorni fa, ma anche in questo caso il Comune non ha ricevuto alcunché. I motivi del mancato recapito al momento sono solo ipotizzati.
A quanto pare la Ciclat non sarebbe riuscita a limare alcuni aspetti economici dello schema di convenzione allegato al bando della gara cosiddetta “a doppio oggetto”, per cui avrebbe rinunciato a presentare l’offerta non potendo usufruire di un’ulteriore proroga. Sta di fatto che la procedura, avviata oltre un anno fa dal Comune e supervisionata dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, si è dissolta come neve al sole. Per trovare il nuovo socio della Team e riaffidare i servizi indicati nel bando probabilmente si dovrà indire, dunque, un’ulteriore gara. La soluzione va comunque concordata con la curatela fallimentare, per cui il commissario Luigi Pizzi, che guida il Comune dopo la caduta dell’amministrazione per il momento non si sbilancia. «Non ho deciso nulla», fa sapere, «abbiamo diverse opzioni e dobbiamo adottare quella più idonea alla società e alla gestione commissariale». Si ripartirà quasi da zero, insomma, modificando gli elementi più rigidi del bando legati agli esborsi a carico del nuovo socio, nonostante la validità dell’impianto sia stato di recente confermato anche dal consiglio di Stato. Non sarà comunque una cosa rapida. (g.d.m.)
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