Gara Team, via libera tra le polemiche

L’opposizione vota contro gli atti preparatori del bando nonostante gli emendamenti bipartisan recepiti da Brucchi
TERAMO. Il via libera alla gara d'appalto per socio privato e servizi della Team arriva in extremis. Nella serata dell'ultimo giorno utile prima della scadenza definitiva dell'affidamento il consiglio comunale ha approvato, con i soli voti della maggioranza, gli atti preparatori del bando a doppio oggetto destinato a ridefinire assetto e funzioni della società pubblico-privata. L'atto è connesso anche alla questione dei 46 lavoratori in esubero per i servizi museali e di pulizia immobili, che non saranno messi a gara e dunque usciranno dalla sfera di competenza della Team.
Sul destino di questi operatori, che ieri erano ancora una volta in aula per assistere al dibattito, è stata concentrata una parte consistente degli emendamenti recepiti dall'amministrazione. Per i lavoratori è stata prevista la proroga di un mese dell'attività che sfocerà nell'avvio di percorsi differenziati. La gara d'appalto, infatti, è già stata predisposta per i servizi museali e gli operatori che li hanno gestiti finora. Lo stesso approdo, tramite un'intesa bipartisan tra Pd, "Teramo cambia", il grillino Fabio Berardini, Cristina Marroni e gruppi di maggioranza, riguarderà gli addetti alla pulizia immobili. L'amministrazione si è impegnata, infatti, a finanziare l'appalto del servizio per il 2015 con assorbimento del personale in uscita dalla Team da parte del nuovo gestore. Nel frattempo per gli operatori in questione sarà aperta la procedura di cassa integrazione straordinaria per 22 mesi. Questa soluzione consentirebbe ai lavoratori di non tagliare del tutto il cordone ombelicale con la Team e comunque di usufruire dell'ammortizzatore sociale in attesa di nuova collocazione. Una clausola particolare riguarda la cura del verde, che resterà nel pacchetto Team ma con un importo ridimensionato da 600mila euro a 100mila euro in modo da conservare il posto ai quattro addetti incaricati del servizio.
Tra gli emendamenti bipartisan recepiti c'è anche la cancellazione della norma statutaria che avrebbe introdotto la figura del direttore generale e il rispetto della "quota rosa" nel nuovo cda della società. Nonostante l'intesa sulle correzioni, il Pd e "Teramo cambia" hanno votato contro gli atti preparatori del bando insieme al resto dell'opposizione. Secondo il capogruppo dei democratici Gianguido D'Alberto, infatti, la procedura è inficiata da un «vizio di fondo» non sanato dagli emendamenti recepiti dall'amministrazione. Il consigliere ha fatto riferimento, in particolare, al dannoso ritardo con cui è stata adottata la scelta di riavviare la gara a doppio oggetto, che il suo partito sollecitava da cinque anni, e alla situazione di drammatica precarietà in cui sono stati messi i lavoratori in esubero. Per il sindaco Maurizio Brucchi, però, i richiami al passato sono «un alibi» che non mette in discussione la correttezza della delibera. «I lavoratori si difendono votando a favore del provvedimento», ha scandito il primo cittadino battendo il pugno sul banco, «il resto sono solo chiacchiere da bar».
Gennaro Della Monica
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