Gasdotto, Marcozzi consulente del Comune

10 Marzo 2015

Pineto, Melilla presenta un’interrogazione sullo scoppio e il Wwf chiede chiarezza sulle cause

PINETO. Il Comune di Pineto nomina un suo consulente nell'ambito dell'inchiesta aperta sullo scoppio della condotta Snam di Mutignano in cui sono rimaste ferite 8 persone. In una nota diffusa dall’amministrazione si legge: «La giunta ha deliberato la nomina di un tecnico di parte, nella persona del presidente dell'ordine degli ingegneri di Teramo Alfonso Marcozzi, nell'ambito del procedimento penale avviato dalla procura di Teramo relativo all'esplosione della condotta del gasdotto Snam di Mutignano .Il conferimento dell'incarico è stato comunicato al sostituto procuratore titolare del fascicolo Silvia Scamurra.

Il sindaco Robert Verrocchio così commenta: «Abbiamo piena fiducia nella magistratura che avrà il compito di stabilire le cause dell'esplosione. In questa ottica abbiamo scelto di incaricare un professionista di valore che avrà il dovere di attingere con esattezza quanti più dati possibile». Sull’argomento intanto il deputato di Sel Gianni Melilla ha presentato una interrogazione. «Premesso che l'esplosione del gasdotto della Snam di Mutignano abbia provocato la distruzione di varie case e il ferimento di molte persone», scrive Melilla, «ci si interroga come sia stata garantita negli ultimi anni la manutenzione della rete Snam e dell'Enel in Abruzzo, quali condizioni di sicurezza garantiscano detti impianti soprattutto in una situazione di diffuso rischio del suolo e di attraversamento di territori abruzzesi densamente abitati e, esiste un piano di sicurezza per gestire condizioni di emergenza da parte degli enti fornitori?». Anche il Wwf a firma del consigliere nazionale Dante Caserta si chiede: «Che cosa ci deve insegnare quanto è accaduto a Pineto? Che non esistono impianti sicuri al 100%. L’esplosione del gasdotto Snam a Mutignano ha evidenziato tutta la fragilità del sistema. Ad oggi non vi sono ancora dati certi sulle cause di quanto è accaduto e come sempre accade si è già avviato il rimpallo delle responsabilità. Come Wwf auspichiamo che la magistratura riesca a fare rapidamente il proprio compito, accerti eventuali colpe e non lasci tutto nell’ indeterminatezza come troppe volte è accaduto nel passato. Le scelte energetiche non possono essere sempre imposte dall’alto senza alcun rispetto per le volontà di chi abita certi territori». (d.f.)

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