Gatti: appoggio Pavone nessun patto con Ginoble

11 Dicembre 2015

Roseto verso il voto, il consigliere regionale smentisce le voci di “inciucio” «La lista di Futuro In sarà al fianco del sindaco uscente insieme ad altre cinque»

ROSETO. «Non conosco il candidato Sabatino Di Girolamo, non ho mai parlato con Ginoble di Roseto. Futuro In appoggerà il sindaco uscente Enio Pavone». Così dichiara Paolo Gatti per fugare ogni dubbio sulle ipotesi di un patto trasversale per le amministrative, che le indiscrezioni consegnano come siglato con Tommaso Ginoble e Andrea Gerosolimo nel corso di una cena a Roseto. «Se per trasversale si intende che mi votano anche elettori del centrosinistra, allora sì. Sono trasversale. Ma non vedo altre accezioni, visto che sosteniamo senza riserve Pavone insieme alle altre cinque liste», aggiunge il consigliere regionale di Forza Italia.

A sostegno di Pavone sono schierati anche Forza Italia, Fratelli d’Italia-An, due liste civiche di cui una riconducibile al Nuovo Centrodestra e i Liberalsocialisti. Gatti non ci sta a passare per l’uomo dagli accordi sottobanco e spiega: «Io non sono mai andato a cena con Ginoble, ma ci andrò presto, e in quell’occasione sarà mia premura fare un selfie. Se non altro per dare soddisfazione a chi a cena con Ginoble ci è andato davvero (Gatti si riferisce a Giulio Sottanelli, ndr) e, non riuscendo a trovare un accordo, teorizza cene con me. Io con Ginoble ho avuto solo modo di parlare in passato di Asl unica e di questo tornerò a parlare quando ci andrò a cena perché ritengo che sia l’unico tema prioritario di cui discutere per evitare a tutti i costi quella che sarebbe una vera tragedia per la comunità teramana e su cui dobbiamo impegnarci tutti. Parlerò di cose serie e lo farò dove sono solito andare quando vado a cena a Roseto, cioè al Mercato coperto. Senza misteri e presunte cene di complotto».

Infine la stoccata agli avversari: «Io credo che qualcuno abbia scambiato le elezioni amministrative a Roseto per le primarie del Pd. A noi queste beghe non interessano, così come ritengo che le lotte personali non interessino nemmeno ai rosetani. A noi interessa proporre al giudizio degli elettori 16 persone di buona qualità. La mia storia politica parla per me e se mi votano anche cittadini del centrosinistra è perché ci sono elettori che votano la persona e non le bandiere, e per fortuna che la qualità di una persona conta ancora qualcosa».

È innegabile tuttavia che in alcuni comuni Gatti si sia speso direttamente a sostegno di candidature del Pd, un esempio su tutti Isola del Gran Sasso quando il consigliere regionale si impegnò per far eleggere il sindaco poi scomparso Alfredo Di Varano. «Nei piccoli comuni le contrapposizioni ideologiche tali da erigere muri di Berlino non hanno senso», spiega Gatti, «perché contano le persone e non i colori politici. In realtà, là dove si fa fatica anche a trovare i candidati, parlare di accordi trasversali è solo una forzatura».

Marianna De Troia

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