Gatti, i fedeli difendono il parroco
«Ha raccolto le nostre richieste, sporcavano anche in chiesa»
TERAMO. I parrocchiani della chiesa di San Berardo prendono le difese di padre Francesco Malara. Il religioso è stato accusato di aver "sfrattato" una colonia di gatti che il suo predecessore gestiva nell'area dei locali parrocchiali.
Secondo i fedeli, il nuovo parrocco è stato vittima di "calunnie" e commenti offensivi. «Il nostro sacerdote non mai allontanato o sfrattato alcun animale», affermano i parrocchiani in una lettera con circa 20 firme, «padre Francesco ha semplicemente manifestato il consenso e il desiderio di tutti noi di tenere lontani i felini dagli ambiti della parrocchia, a difesa e tutela della salute dei nostri figli e bambini, per i quali nulla è stato fatto a riguardo negli anni precedenti». Alcuni gatti, a detta dei fedeli, sarebbero stati prelevati trasferiti altrove da collaboratori della Lega della difesa del cane che ha denunciato lo smantellamento della colonia. «I gatti circolavano liberamente persino all'interno degli uffici parrocchiali e addirittura anche nella chiesa», sottolineano i fedeli, «lasciando ovunque le loro deiezioni ed escrementi e rendendo inabitabile e indecorosa la nostra Chiesa, oltre che maleodoranti gli ambienti». I parrocchiani si dicono indignati dalle accuse rivolte a padre Francesco e sono pronti a tutelarlo «da tutti coloro che, in nome di una mistificata sensibilità cristiana e che comunque non frequentano la nostra parrocchia, si permettono ancora oggi di continuare a difendere inopportunamente i diritti degli animali a discapito di quelli relativi alla dignità e alla salute della persona umana». (g.d.m.)
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