Gatti pronto a staccare la spina Oggi l’ultimo atto di Brucchi

Il leader di “Futuro in”: «Va sempre peggio. Il commissariamento? Non è sempre una iattura» L’ipotesi: il gruppo ritira gli assessori e va in aula solo per far passare il bilancio, poi abbandona
TERAMO. «Il commissario non è sempre una iattura». Questa frase detta ieri al Centro da Paolo Gatti fa capire che ci siamo. Dopo tre anni di stillicidio oggi alle 15.30, nella sala ipogea, potrebbe andare in scena l’ultimo atto dell’era di Maurizio Brucchi sindaco. Il consiglio in seconda convocazione con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio di previsione 2017 potrebbe anche non iniziare affatto, e andrà così se “Futuro in” – il gruppo di Gatti, il più numeroso della maggioranza con i suoi sei consiglieri – deciderà di non garantire il numero legale, avendo Brucchi risposto picche alla richiesta dei gattiani di presentarsi dimissionario in aula. Più probabilmente (dissidenti permettendo) il consiglio si farà e il bilancio verrà approvato con numeri risicati, ma “Futuro in” si chiamerà fuori dall’amministrazione senza alcuna possibilità di tornare indietro e il prosieguo dell’era Brucchi – con appena 10 consiglieri su 33 che rimarrebbero a sostenere il sindaco – diventerà, da difficile com’è ora, impossibile.
Gatti, in qualità di vice presidente del consiglio regionale, ieri era a Firenze per impegni istituzionali. E non era affatto di buonumore dopo che gli hanno riferito il modo un po’ beffardo in cui Brucchi (vedi pagina a destra) ha risposto all’invito a dimettersi fattogli pervenire, attraverso il Centro, da Gianni Chiodi. «Mi sembra che vada sempre peggio», dice il leader di “Futuro in”, «le dichiarazioni in risposta a Chiodi mi sono sembrate fuori luogo e un po’ volgari. Al sindaco è stata fatta una richiesta, argomentata e motivata; lui ha risposto in modo sprezzante ma senza fornire argomenti politico-amministrativi. Quanto al comunicato di sabato del vice sindaco Dodo Di Sabatino, relatore del bilancio, l’ho trovato insultante. E non mi pare intelligente insultare sei consiglieri che devono votare il documento di cui sei il relatore... In quella nota si parlava di “metamorfosi kafkiana” riferita a me. E allora lui? Lui che fin quando non è rientrato in giunta parlava di amministrazione e giunta di basso livello, mentre adesso va tutto bene? Faccio notare che questa non è una gara a chi si offende di più, dovrebbe essere una gara a chi ragiona di più: i consiglieri di “Futuro In” hanno espresso una posizione assolutamente legittima, nel rispondere ci vorrebbe una certa continenza».
Se gli si chiede cosa faranno i suoi oggi, però, Gatti glissa. «Rientro a Teramo in tarda serata, domani (oggi, ndr) vedremo il da farsi. A chi mi ricorda ossessivamente che mi sono espresso contro il commissariamento del Comune rispondo che il commissario non è sempre una iattura. Lo era mesi fa, perché 500 giorni di commissariamento sono una cosa... e adesso sarebbe ben altra cosa. Il valore a cui tendere, e forse qualcuno non lo ha ancora capito, non è che Brucchi faccia il sindaco, ma che la città abbia un’amministrazione legittimata e capace. Non ha senso che Brucchi faccia l’ultimo giapponese. Non è solo? Ma chi lo sostiene totalizza 10 consiglieri su 33, siamo lontani dai 17 che servono per avere la maggioranza...».
Una cosa è certa, la rottura è conclamata e insanabile. Oggi è probabile che “Futuro in” ritiri i propri assessori prima del consiglio e che i suoi consiglieri vadano in aula solo per far passare il bilancio, dichiarando che è l’ultima seduta alla quale partecipano. Ma, vista l’aria che tira, non è da escludere del tutto l’ipotesi più rapida e clamorosa: cioè che il consiglio salti, e con esso il bilancio.
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