«Gatti sfrattati per il decoro della chiesa»

23 Settembre 2014

Il parroco spiega il perché dell’allontanamento della colonia: sollecitato da molti fedeli

TERAMO. Gatti “sfrattati” dalla chiesa di San Berardo: don Francesco Malara si difende e annuncia azioni legali dopo le accuse ricevute dagli animalisti per il caso della colonia felina rimasta senza casa la scorsa estate in seguito al trasferimento in Liguria di padre Vittorio Celoria. Il parroco ricorda in primo luogo che il suo predecessore aveva permesso alla presidente della Lega per la difesa del cane, Catia Durante, di «continuare a curare la colonia, la cui referente è Gabriella Villanova (presidente dell’associazione “Gli amici degli animali” ndr) senza darmi alcuna comunicazione in merito e dando un consenso illegittimo a introdursi nella proprietà privata della parrocchia, visto che don Vittorio non aveva più alcuna autorità e incarico». Don Francesco ribadisce inoltre di aver ricevuto molte lamentele di fedeli, soprattutto dai genitori dei ragazzi del catechismo, a causa della presenza degli animali che avrebbero creato problemi di decoro e salute pubblica.

Per questo, continua, «ho negato il consenso alla Durante di accedere alla proprietà, esprimendo il mio desiderio di tenere la colonia il più lontano possibile anche a causa delle allergie sofferte dal mio confratello». I gatti però sono rimasti nella zona e anzi, dice il parroco, «hanno continuato a ricevere sostentamento a mie spese».

Una volta deciso lo spostamento della colonia in via Tevere, spiega ancora don Francesco «in mia assenza, ad agosto, la signora Villanova ha trasferito l’attrezzatura sulle inferriate di proprietà della parrocchia e dopo che le abbiamo fatte rimuovere è tornata con le forze dell’ordine che hanno constatato l’illegittimità delle sue pretese». Il materiale è stato però spostato davanti l’ingresso del cancello della parrocchia impedendo l’accesso delle auto. Inoltre, aggiunge il prete, «sempre in mia assenza alcuni volontari della Lega si sono presentati in parrocchia per la cattura e il trasferimento dei gatti, due dei quali sono stati spostati in piazza Vittorio». Don Francesco respinge dunque qualsiasi accusa di «trafugamento o soppressione di animali» e si riserva di ricorrere alle vie legali per la rimozione delle attrezzature dal cancello e contro chi ha «diffuso notizie ingiuriose e diffamanti nei miei confronti». (f.m.)

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