Gavioli batte il Comune al Tar: potrà visionare gli atti negati

I giudici accolgono il ricorso del costruttore e sospendono il provvedimento di diniego dell’ente Ora l’imprenditore potrà esaminare i titoli abitativi degli edifici sul lungomare costruiti vicino al suo
GIULIANOVA. Il costruttore Dino Gavioli, titolare dell’ormai famoso fabbricato realizzato a fianco del palazzo Kursaal e al centro di una lunghissima questione giudiziaria per presunti abusi edilizi, segna un importante punto a proprio favore sancito dal Tar per l’Abruzzo. Infatti il tribunale amministrativo, con ordinanza dello scorso 9 marzo, ha giudicato legittima la richiesta di accesso agli atti che era stata avanzata dall’imprenditore edile al Comune di Giulianova, con nota del 4 gennaio scorso, al fine di prendere visione ed estrarre copia dei titoli edilizi e abitativi di una serie di immobili ubicati sul lungomare monumentale Zara. La risposta dell’ente era stata di diniego all’accesso: per questo è stato proposto ricorso.
Così Gavioli, rappresentato dall’avvocato Roberto Colagrande del Foro dell’Aquila, ha chiamato in giudizio non solo il Comune di Giulianova, difeso dall’avvocato Michele Del Vecchio, ma anche i cointeressati alla richiesta, ovvero cinque proprietari di immobili, ottenendo l’accoglimento della richiesta di sospensione dell’efficacia del provvedimento di diniego. Il Tar infatti ha annullato l’efficacia del provvedimento impugnato, facendo leva sul fatto che la domanda di accesso agli atti avanzata da Gavioli è da considerare strumentale al legittimo diritto di difesa del ricorrente, connesso al procedimento penale che lo vede coinvolto presso il tribunale di Perugia. Tale esercizio, secondo i giudici, non può essere considerato semplicemente esplorativo dell’azione amministrativa, né tantomeno lesivo del diritto di riservatezza dei controinteressati: per questo hanno censurato come illegittimo il diniego emesso dal Comune di Giulianova. La fase cautelare di sospensione del provvedimento di diniego si è conclusa, inoltre, con la compensazione delle spese di lite e rinvio per l’udienza di merito alla camera di consiglio del 22 giugno.
Soddisfatto Gavioli che afferma: «È ora di fare chiarezza fino in fondo. Il mio fabbricato è uno dei pochi dove sono rispettate tutte le norme e le leggi locali, regionali, nazionali e dei beni ambientali. La mia richiesta di accesso agli atti non è finalizzata a fare guerra a qualcuno, ma a cercare di dimostrare che il mio edificio è regolare ed è stato costruito nel pieno rispetto di tutti i titoli abitativi ottenuti nonché di tutte le norme del piano regolatore. Voglio solo dimostrare che in cinquant’anni di attività ho sempre rispettato le regole». È chiaro che l’ente, nel momento in cui metterà a disposizione di Gavioli gli atti richiesti, non potrà consentire la visione della documentazione sensibile coperta da privacy, ma solo gli atti che attengono alle varie costruzioni.
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