Gavioli: «Incontro in Comune per pulire l’area del fabbricato»

22 Giugno 2022

L’annuncio dell’imprenditore dopo la revoca della confisca dello stabile sul lungomare Zara Il Condominio Tritone: «Per l’esito è stata determinante la normativa Sblocca Cantieri»

GIULIANOVA. Il giorno dopo la revoca della confisca del palazzo, l’imprenditore Dino Gavioli dice: «Chiederò all’amministrazione comunale di Giulianova un incontro urgentissimo al fine di poter procedere ad una profonda pulizia dell’area sui cui sorge il fabbricato sul lungomare Zara. Naturalmente interverremo anche sui ponteggi abbandonati forzatamente al loro destino. Il mio desiderio è quello di conferire il giusto decoro all’intera zona». Una vicenda, quella del palazzo Gavioli, che sicuramente è destinata a sollevare nuove prese di posizioni dopo che La Corte d’appello di Perugia, chiamata a pronunciarsi dopo il provvedimento della Cassazione, ha revocato la confisca dell’edificio, lo ha dissequestrato e ha rigettato la richiesta di risarcimento delle parti civili.
Questo dopo che nell’aprile dell’anno scorso la Cassazione aveva annullato la sentenza di condanna di secondo grado per intervenuta prescrizione dei reati di Dino Gavioli, quale rappresentante della società Gavioli e Restauri srl ,e dell’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova Roberto Olivieri. Gavioli e Olivieri erano stati condannati rispettivamente a un anno e a un anno e sei mesi per falso e abuso d’ufficio.
Dopo l’udienza di Perugia i legali dell’impresa Gavioli in una nota hanno scritto: « In accoglimento dell’appello proposto da Dino Gavioli, il Consiglio di Stato, con decisioni ormai passate in giudicato, ha definitivamente riconosciuto il carattere abusivo dell’immobile Condominio Tritone in ragione delle gravi difformità accertate con l’ordinanza di demolizione del Comune di Giulianova risalente al 2011».
Nella nota vengono ricostruiti gli ulteriori passaggi riguardanti il Condominio Tritone tra cui il rifiuto da parte del Comune della monetizzazione proposta dai condomini, fino all’ordinanza di acquisizione dell’immobile al patrimonio dell’ente sui cui il Tar si pronuncerà definitivamente nel febbraio 2023 stabilendo se la demolizione è l’unica modalità per sanzionare l’abuso edilizio. La nota così si conclude: «La determinazione e la fiducia nella giustizia di Dino Gavioli hanno consentito alla vicenda di giungere alla tanto attesa inversione dell’originario scenario».
Dopo il provvedimento della Corte d’appello con una nota interviene anche il Condominio Tritone. «Il Condominio Tritone», si legge, « prende atto della decisione della Corte di Perugia, che in sede di giudizio di rinvio ha revocato la confisca e le statuizioni civili, dovendosi valutare tale decisione, favorevole agli imputati, in relazione alla sentenza della Cassazione che aveva ritenuto prescritti i reati, confermando così l’assenza di elementi sufficienti per prosciogliere gli imputati dalle accuse mosse dalla Procura di Teramo. Si ritiene sia stata determinante la normativa sopravvenuta del DL 32/2019 (cosiddetta ”Sblocca Cantieri”), invocata dalla difesa degli imputati, che come norma di interpretazione autentica potrebbe aver fatto venir meno con effetto retroattivo l’obbligo di osservare negli anni 2008-2010 una distanza dai fabbricati pari all’ altezza. Del resto tale vincolo era già stato modificato dalComune di Giulianova nel 2013. Hanno di certo inciso a favore degli imputati, inoltre, la disponibilità, formalizzata dal Gavioli di demolire la parte fronte strada ritenuta illegittima dalla Cassazione e, naturalmente, le contestazioni mosse dal Comune di Giulianova sugli abusi compiuti nel 1969 da chi ha costruito il CondominioTritone. Riserva ogni iniziativa all’esito della lettura delle motivazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA