Gavioli: «L’unico abuso edilizio è quello del palazzoTritone»

GIULIANOVA. Il caso di palazzo Gavioli tiene banco dopo che la Cassazione ha stabilito la prescrizione dei reati, annullato le condanne del costruttore Dino Gavioli e dell’ex dirigente comunale...
GIULIANOVA. Il caso di palazzo Gavioli tiene banco dopo che la Cassazione ha stabilito la prescrizione dei reati, annullato le condanne del costruttore Dino Gavioli e dell’ex dirigente comunale Roberto Olivieri per falso e abuso d’ufficio e rinviato alla Corte d’appello di Perugia la confisca dell’edificio sul lungomare. Gavioli, nella sua veste di rappresentante dell’impresa Gavioli Arte e Restauri Srl, replica alle dichiarazioni degli avvocati Gennaro Lettieri e Paolgiulio Mastrangelo, legali del condominio Tritone, il palazzo confinante. Condominio da un cui esposto scattò l’inchiesta. «Il condominio Tritone sembra vivere in un’altra dimensione», scrive Gavioli, «tanto più quando sostiene che ora il Comune di Giulianova dovrà provvedere per rimuovere l’abuso edilizio tenuto conto che, invece, è tutto rimesso alla Corte di Appello di Perugia in sede di rinvio non solo alla luce delle indicazioni che saranno rese note nella motivazione della sentenza della Suprema Corte ma anche in relazione alla circostanza, sottaciuta dal condominio Tritone, che, nel frattempo, ha ripreso pieno vigore l’ordinanza di demolizione che il Comune di Giulianova aveva ingiunto nel 2011 al condominio Tritone e sulla quale il Consiglio di Stato, in accoglimento dell’appello dell’ impresa Gavioli Arte e Restauri Srl, si è pronunciato con sentenza nel 2019 confermandone la validità in ragione delle totali e gravi difformità urbanistico-edilizie dell’intero fabbricato Tritone». Gavioli conclude: « Gravità di recente ribadita dallo stesso Comune che, dopo aver respinto la istanza di fiscalizzazione presentata dal condominio nel tentativo di sottrarsi alla demolizione, in mancanza della relativa ottemperanza, dovrebbe essere in procinto di avviare la demolizione d’ufficio previa applicazione delle correlate sanzioni amministrative ed acquisizione al patrimonio comunale. È questo l’unico abuso edilizio sul quale il Comune deve ora provvedere».(d.p.)
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