Gelmini: «In arrivo aiuti ai piccoli centri che si spopolano»

9 Agosto 2021

Il ministro per gli Affari regionali annuncia interventi per colmare il divario tra aree interne e grandi centri urbani

ISOLA DEL GRAN SASSO. «I comuni sono la spina dorsale del Paese, il presidio di prossimità dello Stato, l'ente più vicino ai cittadini. E sono anche un segno tangibile e vivente della nostra storia millenaria, del nostro essere comunità civile pur nelle differenze». Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, intervenendo al Giubileo dei Comuni 2021, che si è svolto ieri nel santuario di San Gabriele. E ha aggiunto: «Sono 7.904 i comuni italiani e voglio dire che, dopo l'anno e mezzo terribile che abbiamo trascorso sotto l'imperversare della pandemia, lo Stato è in debito verso ognuno di loro. Specie verso i comuni più piccoli che hanno pagato il prezzo più alto perché spesso isolati e lontani, e meno dotati di infrastrutture sanitarie. La storia di questi ultimi decenni di sviluppo e trasformazione si è caratterizzata, in Italia ma anche nel resto del mondo, per un impetuoso inurbamento. Eppure, nonostante questo fenomeno, in Italia ancora il 41% della popolazione italiana vive in città medio-piccole, contro il 31% della media europea. L'Italia è dunque ancora una realtà policentrica: è una realtà che dobbiamo proteggere e tutelare. Perché nei piccoli comuni c'è la nostra storia, la nostra cultura, la nostra bellezza e c'è anche un pezzo del nostro futuro». Il ministro ha parlato degli interventi previsti nel Pnrr (il piano nazionale per la ripresa post-pandemia). «La pandemia», ha detto, «ci ha offerto molti spunti di riflessione anche per individuare strategie per invertire la tendenza allo spopolamento delle aree interne, delle aree montane e per mantenere vivo un tessuto sociale che ancora permane nelle città più piccole, nelle città a dimensione d'uomo. Per tutto questo il governo nazionale che ho l'onore di rappresentare qui oggi ha progettato un intervento su più livelli che si basa in larga parte sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta della più cospicua mole di investimenti della storia repubblicana e del più ambizioso programma di riforme che sia mai stato concepito. 230 miliardi di euro di investimenti e un cronoprogramma per 53 riforme. L'obiettivo del Pnrr è ricostruire condizioni di pari opportunità e di vera uguaglianza per tutti i cittadini, ovunque vivano lungo la penisola. Pari opportunità di crescita e sviluppo per i nostri giovani, pari opportunità per le nostre donne. Entrambi, giovani e donne, hanno pagato il prezzo più alto al Covid. “Peggio di questa crisi”, ha detto il Santo Padre, “c'è solo il dramma di sprecarla”».
Gelmini ha concluso: «ll Pnrr ci offre l'opportunità di una trasformazione green e di una trasformazione digitale oltre che di ripensare radicalmente l'impostazione del nostro servizio sanitario. E oltre agli investimenti materiali – penso ad esempio alla diffusione totale della banda ultra larga nel Paese – c'è un complesso piano di riforme. Per quanto riguarda i Comuni, è anche in dirittura d'arrivo la revisione del Tuel, il testo unico degli enti locali, cui stiamo lavorando insieme al ministro Lamorgese. Mentre per le aree montane ho insediato un tavolo tecnico scientifico per giungere alla formulazione di una legge sulla montagna e all'attuazione di una strategia nazionale. Abbiamo ascoltato, recependone molte istanze, la voce dei sindaci; abbiamo disegnato un complesso di norme in grado di consentire ai Comuni di partecipare a pieno titolo agli investimenti del Pnrr per la costruzione di un Paese più verde, più digitale, più equo. E abbiamo previsto risorse per la valorizzazione dei piccoli borghi, per le aree interne e montane».(red.te)
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