Genio civile, l’ufficio è semi paralizzato

22 Gennaio 2015

Via 5 ingegneri precari. I tecnici protestano: impossibile avere i nulla osta, costretti ad abusi edilizi

TERAMO. I tagli alla Provincia non si ripercuotono solo sui dipendenti. Ma anche i cittadini pagano un prezzo salato in termini di drastica riduzione dei servizi.

L’esempio lampante è quanto accade all'ufficio del genio civile, servizio della Provincia che si occupa del rilascio degli attestati di deposito per le costruzioni in zona sismica, praticamente il territorio nazionale, necessari per dare l'avvio alle opere di edilizia civile. Non solo, da qualche tempo rilascia il certificato unico ambientale alle imprese.

In effetti sarebbe meglio usare il condizionale, in quanto dal 1° gennaio i cinque ingegneri precari che lo mandavano avanti sono rimasti a casa. «C’erano cinque ingegneri», constata amaramente il presidente Renzo Di Sabatino, «costavano 33mila euro all’anno ognuno. Ora non ci sono più, ma le pratiche continuano ad arrivare come prima. Abbiamo tamponato con due ingegneri interni che all’ufficio del genio civile lavorano part-time. Se c’è qualcosa urgente si fa, il resto sta andando a rilento».

«Non solo non è possibile realizzare un edificio o una tettoia nella provincia di Teramo, senza che questo sia un abuso edilizio», spiegano alcuni tecnici liberi professionisti, «ma non si ha certezza nemmeno dello sblocco delle pratiche in corso. E’ mai possibile in un paese civile una situazione di questo tipo? Capiamo benissimo le difficoltà economiche delle Province, ma soprattutto, conosciamo quelle degli imprenditori del settore e dei tecnici». I tecnici si augurano che si arrivi velocemente a una riorganizzazione reale dell’ufficio.

Un altro effetto dei tagli alla cieca dello Stato riguarda le manutenzioni. «Avrei voluto creare un’altra squadra esterna per le manutenzioni con gli ex Lsu», spiega Di Sabatino, «ma ci vuole un’integrazione all’indennità pagata dall’Inps e non possiamo pagarla». (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA