Genio della bioinformatica a Teramo fra scienza e amore

Radomski è un ricercatore francese che ha lavorato nei più famosi istituti di Parigi Scoperta la città perché fidanzato con una collega teramana, ha scelto lo Zooprofilattico
TERAMO. Ha lasciato la sua Francia e l’attività ad altissimi livelli che svolgeva a Parigi per Teramo. Nicolas Radomski, 39 anni, nato in un piccolo paesino della Normandia, ora le sue ricerche le svolge all’istituto zooprofilattico “Caporale”. Ha infatti scelto di venire a Teramo come bioinformatico esperto nella genomica dei microganismi all’interno del Centro di referenza nazionale per le sequenze genomiche di microganismi patogeni esistente all’istituto.
«Siamo orgogliosi del fatto che riusciamo ad attrarre personalità scientifiche di un certo livello, qui a Teramo e in Italia», commenta Nicola D’Alterio, direttore generale dello Zooprofilattico, «invece che una fuga, qui il meccanismo si ribalta: è un’attrazione di cervelli». D’altronde il curriculum è lunghissimo e parla da solo. A volerlo riassumere si parte da un dottorato nel 2011 all’università Paris est in collaborazione con i laboratori che si occupano del sistema idrico, con gli ospedali di Parigi e con l’istituto politecnico dell’università della Virginia negli Usa sulla valutazione del rischio ambientale e zoonotico dato dal mycobacterium, passando per il Canada per un post dottorato alla Mcgill University lavorando sulla tubercolosi, fino a quando nel 2015, tornato in Francia, è diventato responsabile scientifico all’Agenzia francese per la sicurezza degli alimenti Anses, in collaborazione con il Pasteur di Parigi, e qui è stato a capo di progetti su patogeni che causano malattie a trasmissione alimentare, implementando una struttura di sorveglianza dei patogeni basata sul sequenziamento genomico.
Poi la svolta. Allo Zooprofilattico, dove è arrivato da un mese, darà un supporto tecnico nell’analisi dei dati genomici e collabora nella scrittura di progetti di ricerca ambiziosi, con rilevanza europea, e a supporto della formazione nazionale e internazionale sulle scienze bioinformatiche applicate nella sanità pubblica e microbiologia.
Ad esempio c’è un progetto che si chiama Lego (apprendere la genomica per la sicurezza alimentare) in patenariato con le Università di Helsinki e L’Aquila e altre istituzioni per lo sviluppo delle tecniche bioinformatiche in riferimento alle malattie infettive che dall’animale passano all’uomo.
Messa da parte la scienza, la scelta radicale di Nicolas Radomski è stata influenzata dall’amore e dal caso. La sua compagna è una ricercatrice teramana, che da tempo lavora in Francia come bioinformatica, Federica Palma. «Ho conosciuto Teramo di riflesso, grazie all’incontro, a una conferenza scientifica a Copenaghen, con una ricercatrice teramana. Eravamo all’interno di un progetto europeo, si chiamava Compare, che ha fatto nascere un amore. Da lì ho conosciuto Teramo, la qualità di vita in Italia, dell’ambiente familiare, del cibo. Venendo da un contesto piccolo, sono nato vicino Caen in Normandia, poi sono stato proiettato in un contesto grande, Parigi. Ho preferito ritrovare la vita a misura d’uomo. E poi come non lasciarsi sedurre dalle scrippelle, dal timballo, dalla chitarra. Ma anche dalle bellezze archeologiche, disciplina di cui sono appassionato. Sono molto interessato alla storia dei romani e Teramo è una città romana». Una coincidenza fortuita di eventi e situazioni, visto che a Teramo c’è una struttura che fa ricerca ad alti livelli.
«L’anno scorso a una conferenza a Parigi», riprende il ricercatore, «c’erano rappresentanti dello Zooprofilattico ed eravamo seduti proprio accanto un ingegnere informatico, Adriano Di Pasquale dell’istituto. Ci siamo messi a parlare e da lì è nato tutto».
Ora il 39enne francese lavora nel centro GenPat dell’istituto, diretto da Cesare Cammà, con l’obiettivo di ricreare la stessa infrastruttura per lo studio della genomica dei batteri patogeni messa su in Francia. L’altro obiettivo, più personale, confida Nicolas, è andare a comprare l’anello di fidanzamento per la sua Federica a Scanno, dove c’è un’oreficeria che fa gioielli per il Vaticano.
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