Genitori malmenati, perizia sulla figlia
Atri, il giudice vuole sapere se la ragazza fosse in grado di intendere al momento dell’aggressione
ATRI. Sarà una perizia a stabilire se fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Così ha disposto il giudice Franco Tetto nel processo iniziato ieri a carico di una giovane donna di Atri accusata di maltrattamenti nei confronti dei genitori, estorsione e lesioni ai danni degli stessi genitori.
La ventenne era stata arrestata ad aprile del 2017, ma in passato era già stata più volte segnalata all’autorità giudiziaria per comportamenti aggressivi ed estorsivi manifestati nei confronti dei genitori, giungendo a minacciarli anche di morte e senza esitare, in caso di rifiuto di denaro, a percuoterli con calci e pugni e a danneggiare suppellettili di casa.
Per tali motivi era già stata allontanata dall’abitazione familiare nell’aprile del 2016 con provvedimento del tribunale di Teramo cui lo stesso commissariato di Atri aveva dato esecuzione.
Nel corso del tempo, tuttavia, i genitori avevano deciso di darle ancora una possibilità, consentendole di rientrare in casa. Il tribunale di Teramo aveva quindi modificato la misura dell’allontanamento dall’abitazione con quella più lieve dell’obbligo di firma al commissariato di Atri. Nonostante ciò, gli atteggiamenti ostili e vessatori della giovane nei confronti dei genitori sarebbero andati avanti. In più occasioni, infatti, i genitori avevano dovuto chiamare la Polizia spaventati dalle reazioni della figlia, tanto da dover rendere necessario un nuovo provvedimento di divieto di dimora ad Atri all’epoca emesso dal tribunale di Teramo con la prescrizione del divieto di avvicinamento ai genitori. Ad aprile dell’anno scorso l’ennesima lite con la richiesta estorsiva di 40 euro alle vittime commessa davanti ai poliziotti della volante del commissariato di Atri intervenuti dopo la richiesta dei genitori.(d.p.)
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