Genitori nel panico, da lunedì devono prendere i figli alle medie

9 Novembre 2017

Per andare incontro alle esigenze di chi lavora alcuni istituti si sono organizzati: alla Zippilli sono stati organizzati “pedibus” con punti di raccolta, a San Nicolò un sistema di deleghe fra genitori

TERAMO. Da lunedì gli studenti delle medie non potranno più tornare a casa da soli, ma dovranno essere prelevati dai genitori o da un loro delegato al termine delle lezioni. Sono queste le nuove modalità di uscita per i 5 istituti comprensivi di Teramo, che stanno già suscitando preoccupazione e malcontento tra le mamme e i papà.
«Il codice civile prevede l'indisponibilità assoluta del minore fino a 14 anni. Neanche il genitore può decidere in questa materia, pur avendo la patria potestà», spiega Lia Valeri, dirigente della "Zippilli - Noè Lucidi", facendo riferimento all'articolo alla base di una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha condannato dirigenza e docenti di una scuola ritenuti responsabili per l'incidente nel quale è rimasto ucciso un bambino investito da un autobus di linea fuori dal proprio istituto scolastico. «Abbiamo atteso che uscisse l’emendamento (che darebbe valore alle liberatorie dei genitori per l'autonoma uscita, ndr)», spiega Valeri, «Purtroppo i tempi si allungheranno un po' e non è stato più possibile procrastinare. Speriamo sia un provvedimento temporaneo». Per far fronte alle esigenze delle famiglie, che da un giorno all’altro si trovano costrette ad andare a prendere di nuovo i propri figli a scuola, i dirigenti scolastici hanno proposto qualche soluzione alternativa, oltre a doposcuola e post-scuola.
«Abbiamo integrato i servizi con un pedibus che consente quanto meno ai genitori di evitare di dover trovare un posteggio», aggiunge Valeri, «L'abbiamo predisposto a fronte di un'adesione di almeno 10 bambini con due punti di raccolta, uno a piazza Garibaldi e l'altro in fondo ai Tigli, con un costo molto contenuto». Anche Adriana Pisciella, dirigente scolastica dell’istituto Teramo 4 di San Nicolò, auspica che l’emendamento sia approvato presto. «Verrebbe incontro alle giuste aspettative dei genitori. Saremo tutti più tranquilli e soddisfatti, anche perchè non ha senso che un ragazzino di 13 anni debba tornare a casa accompagnato da un adulto, quando magari nel pomeriggio prende da solo l'autobus e va a Teramo», spiega la dirigente, «Sono stata mamma anch’io, i genitori hanno tutta la mia solidarietà». E aggiunge, in merito a possibili soluzioni temporanee: «Abbiamo proposto sia un sistema di deleghe tra genitori o ad un altro adulto, un nonno o un parente, oltre al doposcuola».
A ricordare che la revoca dell'autonoma uscita, e la relativa sentenza da cui è derivata, non tiene conto delle problematiche per famiglie e ragazzi è Leda Ragas, presidente del Comitato genitori per la sicurezza nelle scuole di Teramo. «I genitori sono arrabbiatissimi. C’è chi viaggia venendo da frazioni come Val Vomano o da quartieri come Colleatterrato, chi ha già fatto l’abbonamento trimestrale o semestrale per i mezzi», spiega Ragas, «o, ancora, chi lavora ad Alba Adriatica o L’Aquila e non sa come fare per andare a riprendere i figli perchè non ha nessuno che può farlo al posto suo. Basta l’esempio di una mamma con tre bambini, due alle elementari e uno alle medie, che frequentano due scuole diverse. Il marito lavora fuori. Dice che non sa come farà, è disperata». La presidente del comitato ha anche pubblicato una lettera aperta sulla bacheca Facebook del sindaco Maurizio Brucchi, in cui chiede l’istituzione di un servizio di scuolabus. «La domanda che pongo a lei, alle dirigenti e a chi di dovere è la seguente: in attesa che Renzi sistemi la questione (cosa da lui asserita ultimamente) si è pensato ad una soluzione da proporre per il momento attuale», si legge nel post di Ragas, «che possa anche andare incontro ai cittadini, ai genitori che hanno problematiche e impossibilità di ottemperare giornalmente al recupero dei figli a scuola? Si è pensato al traffico? Si è pensato alla mancanza di parcheggi? Si è pensato ai ponti bloccati nell'orario di punta? Cosa chiediamo come genitori? Di pensare ed istituire una linea di scuolabus che possa aiutare il rientro».
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