Gestione della discarica ex Cirsu: la scelta sarà fatta in tempi brevi

Fissata per il 20 aprile l’udienza per l’omologazione del concordato fallimentare al gruppo vincitore La società di Di Zio si oppone alla indicazione a favore della Dileco. Ipotesi di un incarico provvisorio
TERAMO. L’udienza è stata fissata per il 20 aprile: in quell’occasione il tribunale fallimentare deciderà sull’omologa del concordato fallimentare. Passaggi tecnici indispensabili per la gestione futura della mega discarica ex Cirsu di Grasciano dopo la recente sentenza della Cassazione.
Ma è evidente che, dopo il pronunciamento della Suprema Corte, a scandire il caso della mega discarica dell’ex impianto Cirsu di Grasciano saranno solo i provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Con una prima certezza.
La Deco, la società del gruppo Di Zio, ha proposto reclamo contro il provvedimento del giudice delegato Giovanni Cirillo che ha riavviato la procedura di concordato fallimentare a favore della Dileco così come imposto dai giudici della Suprema Corte. Non è l’unico reclamo. A presentarloè stata anche Etawaste. La riapertura del nuovo concordato è stato stabilito dal tribunale fallimentare (collegio presieduto dal giudice delegato Cirillo) dopo la presa d’atto della sentenza con cui ormai qualche mese fa i giudici della Suprema Corte hanno accolto i ricorsi presentati contro l’omologa del concordato fallimentare alla Deco del gruppo di Zio, nei fatti annullandolo. Ricorso che all’epoca era stato presentato dalla stessa Dileco (società facente capo al gruppo Diodoro di Roseto e a quello Latini), dal Consorzio Stabile Ambiente (Csa) dell’Aquila e da Cirsu Spa nella figura di alcuni dei Comuni consorziati. Il tribunale fallimentare, così come disposto dagli Ermellini, ha deciso di proseguire nel concordato fallimentare mandando avanti la seconda proposta, ovvero quella presentata all’epoca dalla Dileco.
Dopo la comunicazione al comitato dei creditori e al curatore fallimentare, è stata fissata l’udienza per l’eventuale omologa ed è probabile che anche in quella sede la Deco presenti opposizione al provvedimento con cui il tribunale ha affidato il concordato fallimentare alla Dileco.
Ma in attesa di questi passaggi c’è un’attualità a cui il tribunale deve far fronte per garantire una soluzione di continuità nella gestione del servizio ed evitare il rischio che tonnellate di rifiuti (nell’arco di tempo tra il passaggio necessario per la gestione) possano nuocere alla salute pubblica.
Per questo è molto probabile che il tribunale disporrà una gestione provvisoria evitando in questo modo ogni sorta di interruzione tra un concordato e l’altro. Una vicenda, dunque, che dopo il pronunciamento della Cassazione si annuncia ancora più complessa nella sua gestione. (d.p.)
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