Gestione rifiuti, c’è una diffida al Comune

29 Luglio 2023

La rivela Mastromauro: «Rieco evidenzia gravi irregolarità». Di Candido: «Ma ha già perso al Tar»

GIULIANOVA. Prosegue “Operazione verità”, ovvero la campagna di informazione promossa dall’ex sindaco Francesco Mastromauro, che stavolta prende di mira la procedura di affidamento per la gestione dei rifiuti urbani. «Da quando ho interrotto il silenzio lungo quattro anni», afferma il sindaco emerito, «ho assunto il ruolo di facente funzione dell’opposizione, diventando una spina nel fianco dell’amministrazione Costantini, che è investita, dal 7 luglio scorso, da una pesante diffida da parte di Rieco (ovvero la ditta arrivata seconda nella gara di appalto del servizio rifiuti, ndc)». Mastromauro dice che dagli atti esaminati è emersa una situazione che ha definito «grave e preoccupante» che riguarda l’appalto per la gestione del servizio dei rifiuti, vinto dal raggruppamento d’imprese formato da Diodoro ecologia e Cosp tecno service per un importo di circa 25 milioni di euro per un quinquennio. «Il 13 luglio scorso», continua Mastromauro, «il sindaco e gli amministratori hanno ricevuto una diffida da parte della società Rieco, che evidenzia delle irregolarità: la ditta sostiene che l’aggiudicataria Diodoro ecologia ha dichiarato di essere titolare, in esclusiva, di un sistema di tracciabilità dei rifiuti chiamato Wms, e invece non è così, poiché tale esclusiva appartiene alla Rieco». Mastromauro sottolinea che il brevetto del sistema è di proprietà della ditta Nextechs, la quale ha confermato che la Diodoro non era in possesso dell’esclusiva. «Tutto ciò può comportare l’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione della gara», evidenzia l’ex sindaco, «ed è grave che sia il sindaco che l’assessore Di Candido ci abbiano tenuti all’oscuro di tutto».
Ascoltate le esternazioni di Mastromauro, l’assessore all’ambiente Giampiero Di Candido dichiara: «Mi corre l’obbligo di dover completare le “mezze verità” affermate. La documentazione a cui Mastromauro fa riferimento non è segreta, ma a disposizione dei consiglieri purché ne facciano richiesta; peraltro, esiste anche una corrispondenza fra l’ente e le società interessate, in date successive a quella illustrata. L’esclusività, ovvero l’oggetto del contendere, non riguarda il Comune, ma un accordo fra ditte private, mentre il punteggio in fase di gara è stato assegnato da un’apposita commissione giudicatrice e poteva essere impugnato in sedi opportune. Per tale ragione, la seconda classificata ha proposto due ricorsi al Tar e li ha persi entrambi; ha proposto appello al Consiglio di stato e ha perso anche sulla richiesta di sospensiva. Un indiscusso professionista qual è l’avvocato Mastromauro dovrebbe riflettere su questo», conclude Di Candido.
Stefania Gervasini