Getta frigo e mobili dal secondo piano, notte di follia a Giulianova

Un 50enne dà in escandescenze in una palazzina Ater di via Brodolini, denunciato. Danni alle auto parcheggiate in strada
GIULIANOVA. In un momento di follia getta tutto quello che gli capita a tiro dal balcone al secondo piano di uno dei palazzi dell’Ater in via Brodolini nel quartiere Annunziata. Volano un frigorifero, tavoli, sedie e altre suppellettili che colpiscono auto in sosta. Ad avere la peggio è la macchina di un giovane in visita ad alcuni parenti. La sua auto è centrata in pieno ed il parabrezza viene sfondato, più altri danni alla carrozzeria. Danneggiate in misura lieve le altre auto parcheggiate.
L’autore del gesto folle è M.C., 50enne bloccato all’arrivo dei carabinieri e dagli operatori sanitari del 118 che lo hanno prelevato e portato in Psichiatria. I militari stanno procedendo per danneggiamento aggravato e lancio di cose, reato quest’ultimo che prevede solo una sanzione amministrativa: per cui il 50enne è tornato a piede libero dopo la denuncia. Il giovane maceratese, proprietario dell’auto più danneggiata, ha dovuto dormire in città e ieri mattina è ripartito con i familiari in treno. Il quartiere è stato messo a soqquadro sia per il materiale gettato dal balcone sia per le urla lanciate dall’autore del gesto e da spettatori impauriti. Non sarebbe la prima volta che la zona si trova al centro di episodi simili. A prendere posizione sull’accaduto è s il capogruppo di “Nos/Noi e Coltura politica” Daniele Di Massimantonio.
«Mi domando: se ieri sera (venerdì ndc) in via Brodolini fosse passato qualcuno a piedi oppure un mezzo, cosa sarebbe accaduto?», chiede, «fortuna ha voluto che, in quel momento, non passasse nessuno, ma ci sono auto danneggiate. Ogni volta che abbiamo cercato di denunciare il degrado di importanti porzioni di quel quartiere siamo stati attaccati o sminuiti dagli amministratori locali. Sì, quegli stessi amministratori che, in passato, con grande solerzia sollecitavano, ottenendo la mobilitazione di numerosi mezzi delle forze dell’ordine, al fine di identificare coloro che prendevano parte alle iniziative organizzate dal cosiddetto “Campetto Occupato”. Perché non si investe su una zona socialmente fragilissima, una vera “periferia esistenziale”? Perché gli sforzi vengono concentrati principalmente su di un piccolo quadrato magico di città? Perché si è deciso di lasciare questa parte di città in mano alla micro/macro-criminalità organizzata? E soprattutto, perché il primo cittadino non si vede mai da quelle parti?».
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