Marino Cardelli il “Pretuziano”, l’archeologo-emigrato diventato il “papà” degli Alieni Abruzzesi

26 Maggio 2026

Alla scoperta dell’autore di decine di video virali: «Così faccio ridere in dialetto, osservo limiti e bellezze»

TERAMO. Marino Cardelli è un archeologo teramano che ha scoperto l’arcano abruzzese e lo ha reso famoso dalla sua residenza di Cheltenham, in Inghilterra, attraverso i social media e in particolare YouTube. Appunto, per esprimersi meglio ha scelto per la sua rubrica il nome di “Pretuziano” che, spiega, «viene dall'antico nome degli abitanti del teramano (i Pretuzi)».

Quale argomento ha fatto più audience?

«Sicuramente i contenuti che parlano di identità abruzzese. Video come gli Alieni Abruzzesi, i monologhi sulle abitudini e le tradizioni abruzzesi funzionano molto perché la gente si riconosce. Però ho notato che anche i video più seri, come il tema dei giovani che vanno via, delle opportunità mancanti o delle contraddizioni dell’Abruzzo, stanno ricevendo molta attenzione, perché dietro la risata c’è spesso un discorso molto reale».

Come sceglie gli argomenti?

«Molti vengono dalla mia osservazione quotidiana, poi ricevo continuamente messaggi del tipo: “Fai un video su questo problema”, quindi spesso il pubblico mi dà lo spunto iniziale, ma poi cerco sempre di filtrarlo attraverso il mio linguaggio».

Qual è la frequenza dei suoi interventi e come li finanzia?

«Cerco di essere presente compatibilmente con il mio lavoro principale da archeologo. Pubblico quando sento di avere qualcosa di valido da dire, anche perché il tempo a disposizione è pochissimo. Dal punto di vista economico è tutto autoproduzione, e tanto reinvestire del poco che entra da collaborazioni, eventi live, progetti editoriali e contenuti digitali. Non c’è una grande struttura dietro, anzi, non c’è proprio».

Il tuo pubblico è l’abruzzese all’estero o in Abruzzo?

«Entrambi. In Abruzzo mi segue chi vive questa realtà e si riconosce nei contenuti. Ma c’è anche una fetta di abruzzesi emigrati che mi scrivono dicendo che i miei video li fanno sentire più vicini a casa. L’Abruzzo è una terra da cui tanti sono partiti, ma che in qualche modo continua sempre a richiamarti».

Potrebbe dirci perché i giovani abruzzesi espatriano?

«Spesso raccontiamo questa cosa come se fosse inevitabile: eh vabbè, qua ’ngi sta ninde, devi andare via. Io invece nei video provo a raccontare una contraddizione: da una parte diciamo che qui si vive bene, dall’altra però, quando un giovane prova a costruire qualcosa qui, spesso si sente isolato, abbandonato a se stesso. Il problema non è partire. Il problema è quando diventa l’unica opzione possibile. Molti ragazzi vanno via per cercare opportunità. Io stesso sono andato via dall’Abruzzo e l’ho fatto per motivi molto concreti: lavoro, possibilità di crescita e la necessità di costruirmi un percorso che nella mia terra non riuscivo a vedere. Andare via mi ha dato tanto: esperienze, competenze e nuovi punti di vista. Però vivere fuori mi ha fatto capire che spesso chi parte si porta dietro un rapporto molto forte con la propria terra: ti allontani fisicamente ma rimani legatissimo culturalmente ed emotivamente. Ed è anche da questa contraddizione che nasce il Pretuziano, da una distanza che mi ha fatto osservare meglio certi meccanismi, certe bellezze ma anche certi limiti. Credo che il vero obiettivo dovrebbe essere creare condizioni in cui partire sia una scelta libera e non una fuga obbligata. E soprattutto creare una mentalità più aperta verso chi prova a costruire qualcosa di nuovo in Abruzzo, perché spesso il problema non sono solo le opportunità economiche ma anche il clima culturale che trovi attorno».

Il 45enne Marino Cardelli si è trasferito in Inghilterra nel 2015 dopo aver conosciuto quella che ora è la moglie inglese, allora in vacanza in Abruzzo. Oggi Cardelli vive a Cheltenham (160 km a nord-ovest di Londra) con moglie e due figli e lavora come project officer alla Cotsworld Archaelogy. Ma l’Abruzzo gli è rimasto nell’anima e per rimediare, come dice lui, a lu ssaurimende nel 2022 ha iniziato, con il nome d’arte ‘il Pretuziano’, a mettere sui social media alcuni podcast e video di eventi con il dialetto abruzzese. Contenuti che hanno subito conquistato il pubblico abruzzese nel mondo, arrivato ad oltre 150.000 utenti. Oggi Cardelli ha in catalogo oltre 500 video, inclusi quelli della “Commara Sabetta” (la Regina Elisabetta) e “Carluccio” (Re Carlo III) trasformati in abruzzesi. Per quanto riguarda l’Abruzzo, Cardelli conclude: «Vorrei tornare più spesso. Per ora torno una volta all’anno per le vacanze estive, compatibilmente con le ferie dal lavoro».

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