Giallo dell’eredità, coinvolta una teramana

27 Febbraio 2023

Il caso riguarda un’ottantenne morta in Sicilia, aperta un’inchiesta per circonvenzione d’incapace

TERAMO. C’è un po’ di Teramo nel giallo che da qualche mese campeggia sulle cronache nazionali e nelle trasmissioni televisive.
Il caso è quello di una donna di 80 anni deceduta in un ospedale di Catania, di una eredità da mezzo milione e di parenti che accusano. Con una sola certezza per il momento: due inchieste giudiziarie di cui una, quella aperta dalla Procura di Vicenza, per circonvenzione di incapace. Maria Basso, la donna deceduta, aveva origini teramane. Ovvero la mamma era di Teramo ed esattamente della frazione di Garrano. Da ragazza si era trasferita in Veneto, dove aveva sposato un imprenditore del luogo.
Dal matrimonio era nata Maria, che per anni è stata una dipendente del ministero degli Esteri. Le cronache raccontano che la donna, che non aveva fratelli, dopo la pensione era tornata in Veneto per occuparsi degli anziani genitori.
Diventata anziana anche lei, aveva deciso di andare in una Rsa, una residenza sanitaria assistita, della zona dove è rimasta fino ai primi giorni di dicembre quando, hanno raccontato alcuni cugini del Veneto durante delle trasmissioni televisive, sarebbero andati a trovarla dei lontani parenti residenti in Sicilia che l’avrebbero portata in una casa di riposo dell’isola.
La donna è morta a metà dicembre e dopo il decesso è stata disposta l’autopsia visto che secondo i familiari veneti la 80enne sarebbe deceduta soffocata dopo aver mangiato degli spaghetti.
«Nostra cugina a causa di particolari patologie», hanno raccontato sempre in televisione, «poteva mangiare solo omogeneizzati».
Gli stessi familiari veneti hanno presentato denuncia per circonvenzione d’incapace e con questa ipotesi di reato la Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo. Secondo l’accusa la donna, dopo essere andata in Sicilia, avrebbe cambiato il suo testamento. Inchiesta a cui si è aggiunta anche quella della Procura di Catania.(d.p.)
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