Giardini di rose e murales in carcere

Avviato il nuovo progetto dell’istituto agrario a Castrogno, in futuro arriverà l’ippoterapia e aprirà un’aula per le lezioni
TERAMO. Quand’era libera amava le rose, le ricordano i fiori che le regalava il compagno che non c’è più. Ora Fiorella, 51 anni di cui 5 in carcere, è tornata a coltivarle le “sue” rose che profumano di ricordi e libertà. Emiliana, da 24 mesi a Castrogno, la passione per le piante l’ha invece ereditata dalla mamma anche se preferisce prendersi cura degli animali. Poco importa, perché per lei, come per Fiorella e le altre “detenute giardiniere”, anche curare un giardino significa riannodare il filo spezzato con il mondo esterno.
«Stiamo all’aria aperta ed entriamo in contatto con altre persone», raccontano le due donne, «e poi impariamo un’attività che può esserci utile quando usciremo». In tutto sono una ventina (su circa 40 recluse) le donne coinvolte nel progetto di floricoltura ideato dall’istituto agrario “Rozzi” e partito ieri con l’allestimento del giardino della sezione femminile del carcere. Cespugli, piante e fiori abbelliranno in particolare “il giardino degli affetti” in cui si svolgono i colloqui con i familiari. Sui muri, un altro detenuto “artista” sta realizzando quattro murales per dare ancora più colore a questo spazio che non sembra neanche appartenere ad un carcere. «E’ un modo per rendere più vivibile quest’area e risocializzare queste donne», spiega la preside Silvia Manetta, «per gli studenti, invece, entrare qui significa toccare con mano l’illegalità e imparare ad evitarla». Con la preside, ad illustrare il progetto la responsabile dell’area rieducativa del carcere Elisabetta Santolamazza. Oltre alla parte pratica c’è anche con un corso di floricultura di 8 giorni per insegnare alle detenute le regole della coltivazione delle piante. Le lezioni, iniziate 2 giorni fa, sono curate dai docenti Silverio Pachioli e Luigi Passalacqua e prevedono il rilascio di un attestato di frequenza. Tra le altre iniziative di “agricoltura sociale” avviate dalla scuola a Castrogno si va dal fragoleto inaugurato un anno fa all’orto curato dai detenuti della 1° sezione in un’area prima cementificata. In cantiere, inoltre l’area rieducativa sta lavorando a un progetto sull’ippoterapia mentre a breve potrebbe aprire un’aula per le lezioni agli iscritti all’Agrario e all’Alberghiero, circa 70 i “detenuti studenti” .
Fabio Marini
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