Ginecologia, in servizio solo ostetriche

Sostituiranno le infermiere e gestiranno un ambulatorio per le gravidanze. Marcozzi: «Sono figure più competenti»
TERAMO. Il reparto di ginecologia e ostetricia cambia volto. E si allinea ai nuovi standard organizzativi applicati in alcune divisioni all’avanguardia in Italia.
Dalla scorsa settimana è iniziata la sostituzione di tutto il personale infermieristico con quello ostetrico. «E’ già arrivato il primo contingente di 4-5 ostetriche», spiega il primario Anna Marcozzi, «e nei prossimi mesi le infermiere verranno totalmente sostituite. Questo perchè l’ostetrica è una figura ritenuta più competente per le patologie che riguardano sia l’ostetricia che la ginecologia. Così ci allineiamo ai reparti più accreditati del Nord Italia».
In totale saranno impiegate 22 ostetriche fra i reparti di Teramo e Sant’Omero. «Il risultato sarà un miglioramento dell’assistenza, una più rigida assistente “one to one” alla donna nella fase del parto», continua Marcozzi, «e non solo. Infatti con questa figura professionale possiamo organizzare corsi di educazione e rieducazione del pavimento pelvico, mai partiti, insieme al fisioterapista, attività per la cura del perineo post parto, per l’allattamento, per la preparazione al parto che ora vengono fatte, ma senza continuità».
In questo momento in reparto si sta svolgendo un’attività di tutoraggio: resta ancora un’infermiera a turno ma poi in capo a sei mesi non ci sarà più.
Ma non basta. Sarà istituito in primavera anche un ambulatorio per la gravidanza fisiologica, seguito dalle ostetriche per le gravidanze a basso rischio con gli esami di routine, come le tre ecografie istituzionali, eseguire dal medico. «Si tratta di percorrere la strada della demedicalizzazione della gravidanza», spiega il primario, «è accerto che, in assenza di problemi, con la gravidanza seguita da un’ostetrica i risultati sono migliori. E’ l’indirizzo prevalente in tutto il mondo mettere la fisiologia in mano alle ostetriche. Si tratta di una figura che in ospedale finora è stata svalorizzata, invece è una figura a tutto tondo che segue la salute delle donne, anche in ambito oncologico, per le malattie sessualmente trasmesse, per le coperture vaccinali, per i disturbi della menopausa. Insomma, una figura che dovrebbe seguire la donna in tutte le fasi della sua vita».
Una rivoluzione in un reparto che ha adottato misure rigidissime anche in questa seconda ondata di contagi da coronavirus. «Abbiamo impedito le visite», spiega Anna Marcozzi, «ma i padri hanno accesso in sala parto e in sala travaglio, fino a due ore dopo il parto. In effetti la fonte maggiore di un eventuale contagio è la donna, che ovviamente partorisce senza mascherina. Ma a loro facciamo un tampone ogni quattro giorni fin dalla 39ª settimana, così è tutto più sicuro. E poi comunque il personale usa tutti i dispositivi di sicurezza, considerando che nei nostri ambulatori vengono intorno alle 900 pazienti al mese». E se c’è bisogno un ricovero urgente, la prassi è fare un tampone rapido e ricoverare la donna in un’ala apposita in attesa che arrivi il risultato negativo. E comunque il reparto del Mazzini è dotato di una sala parto Covid e di una sala operatoria Covid per i casi positivi e quelli sospetti.
«Sempre per il massimo della sicurezza i corsi di preparazione al parto avvengono on-line. E anche le notizia ai parenti le diamo on-line, con i tablet», conclude il primario. Fino a quando durerà l’emergenza sarà attivo il numero 3347427106 (orario 9-13 e 15-19) dal lunedì al venerdì per informazioni e mini Cup interno. Al numero rispondono le ostetriche.
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