«Gioco d’azzardo aumentato dalla crisi»

D’Ignazio, fautore di una legge regionale ferma da due anni: «Ormai la ludopatia colpisce tutti»
TERAMO. L’impressionante statistica sulle giocate a slot e videolottery pubblicata dal gruppo Gedi sulla base di dati di Monopoli, ministero delle Finanze e Istat conferma che in provincia di Teramo la ludopatia è un problema drammatico. Sull’argomento interviene il consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, primo firmatario di una legge contro il gioco d’azzardo approvata dalla Regione nel 2015 ma rimasta finora inapplicata perché senza copertura finanziaria. «Le ultime statistiche», dice D’Ignazio, «confermano due cose importanti. Una, la crisi non ha diminuito il gioco ma l'ha aumentato. Due, la ludopatia colpisce tutti, a qualsiasi età e di qualsiasi livello sociale e provenienza etnica».
La legge regionale rimasta ferma perché senza copertura, tra le altre cose, vieta la pubblicità sul gioco e garantisce un supporto psicologico nelle scuole. «Nessun governo fa nulla», aggiunge D’Ignazio, «perché prende i soldi della pubblicità sul gioco, e questo è vergognoso. Cosa fare? Secondo me va fatta una campagna massiccia come quella che venne promossa per l'Aids, bisogna scuotere le coscienze. E un po’ tutti devono fare la propria parte, anche voi della stampa. Quando un giornale pubblica che qualcuno ha vinto delle grosse somme, si creano illusioni e le giocate aumentano».
D’Ignazio sostiene che siamo arrivati a livelli di allarme sociale. «Si gioca perché ci sono i soldi? No, niente affatto. Quelli che giocano sono diventati come i tossici, prendono i soldi a prestito o a strozzo o li sottraggono alle famiglie. Questo indebitamento per le generazioni a venire avrà un effetto devastante, è una piaga sociale».
Per D’Ignazio, infine, impedire l'installazione delle macchinette nei bar servirebbe ormai a poco. «Si gioca anche on line, c'è gente che si è giocata tutto stando nella propria stanza con un computer».(d.v.)
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