Gioielliere ammanettato e rapinato

16 Novembre 2016

Colpo da 100mila euro. La vittima: «Pistola in pugno, mi hanno detto stai calmo e non accadrà niente»

PINETO. «Mi hanno detto stai calmo e non ti succederà niente». Sono passate solo poche ore da quando Valerio Palladini, 41 anni, gioielliere, è stato minacciato con una pistola, ammanettato ad un scaffale del suo negozio e rapinato. Le sue parole scandiscono la cronaca di una mattinata iniziata come tante altre e finita in un incubo. Quello in cui si è ritrovato il commerciante di Pineto, faccia a faccia con i due malviventi che hanno messo a segno un colpo da 100mila euro nella conosciuta oreria dei fratelli Paolo e Valerio Palladini di Scerne di Pineto. Racconta Valerio che era da solo: «E’ successo tutto in pochi minuti, anche se a me è sembrato un tempo interminabile. Non ho avuto nessun sospetto, sembravano due persone distinte e invece...». Invece erano due malviventi, molto probabilmente due professionisti del crimine viste le modalità con cui hanno messo a segno la rapina. Sapendo come muoversi, senza fare passi falsi. E agendo con il volto scoperto. «Prima è entrato uno», dice il gioielliere,«e mi ha chiesto di vedere degli oggetti d’oro. Ho preso la merce e l’ho messa sul bancone. Poi mi ha chiesto di vedere altre cose e allora mi sono girato per aprire la cassaforte». Solo un attimo e per Palladini, che in quel momento era solo nel negozio, è iniziato un incubo: «Quando mi sono girato ho visto la pistola puntata verso di me. L’uomo che la impugnava mi ha detto di stare calmo che non mi sarebbe successo niente. Poi è entrato anche l’altro complice. Con delle manette mi hanno legato ad un scaffale che si trova nel retro del locale, in uno stanzino. In pochi attimi hanno preso tutto quello c’era nella cassaforte e quello c’era sul bancone e sono scappati». Non è escluso che ad attenderli all’estero potesse esserci un terzo complice a bordo di una macchina su cui poi sono fuggiti. Palladini è riuscito a liberarsi da solo e ha subito dato l’allarme: «Con una mano ha preso un attrezzo, una piccola pinza che uso per fare delle riparazioni, e con questo sono riuscito a tagliare le manette».

Sul colpo indagano gli agenti della squadra mobile di Teramo (agli ordini del dirigente Roberta Cicchetti) e del commissariato di Atri che già nella mattinata di ieri hanno raccolto le testimonianze dei negozianti vicini che potrebbero aver notato qualcosa di sospetto nelle ore immediatamente precedente al fatto. E non è da escludere che i malviventi già nei giorni scorsi possano aver fatto dei sopralluoghi nella zona in cui si trova il negozio per meglio pianificare il colpo, a cominciare dall’orario in cui agire. Un grosso contributo alle indagini potrebbe arrivare dalle immagini catturate da alcune telecamere di videosorveglianza della zona.

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