Gioventù fascista, gli indagati muti dal gip

Il giudice Lorenzo Prudenzano
Interrogati 6 dei 17 ragazzi finiti nell’inchiesta, alcuni di loro hanno reso spontanee dichiarazioni
ROSETO DEGLI ABRUZZI. Non hanno risposto alle domande del giudice, dinanzi al quale sono comparsi per l’interrogatorio preventivo, sei dei diciassette indagati nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo “Gioventù fascista rosetana”. Si tratta di ragazzi (assistiti dagli avvocati Alessandro Recchiuti e Nello Di Sabatino) verso i quali non sono state applicate misure cautelari di alcun tipo ma che, per chi indaga, hanno avuto un ruolo sulla chat “Roseto youth” utilizzata anche per pianificare aggressioni a stranieri. I sei ieri sono comparsi davanti al gip Lorenzo Prudenzano: alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri hanno fornito spontanee dichiarazioni tese a chiarire e spiegare contenuti e finalità di alcuni messaggi contenuti nella chat che contava circa 40 membri. Secondo la pm Enrica Medori, titolare dell’inchiesta, quel gruppo aveva in Stefano Lupi, 20enne rosetano, il proprio leader. Tanto da essere appellato “il duce” nella chat. Lupi è l’unico ad essere stato arrestato e si trova nel carcere di Castrogno dopo che il giudice ha rigettato la richiesta di domiciliari.
PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE SUL CENTRO IN EDICOLA

