Giro di vite della polizia contro lo spaccio in centro

3 Ottobre 2017

Il questore allontana tossicodipendenti e fornitori da piazzetta del Sole

TERAMO. La macchina della polizia ferma strappa un sorriso alla coppia di anziani che si gode il caldo autunnale. Perchè in piazzetta del Sole forse si può cominciare a stare meglio. «Se non altro speriamo più tranquilli» precisa l’uomo che insieme agli altri residenti ha animato proteste e richieste. Soprattutto di controlli. Che sono arrivati con l’operazione contro lo spaccio di droga disposta dal questore Enrico De Simone in alcune zone del centro, a cominciare proprio da quella piazzetta diventata negli anni ritrovo di tossicodipendenti e spacciatori, bivacco di alcolisti con il pesante seguito di degrado e abbandono ma con la gente del posto decisa a farsi sentire.
Il questore ha firmato cinque divieti di ritorno nei confronti di tossicodipendenti e persone con precedenti penali specifici che si ritrovavano in quell’area. Provvedimenti scattati dopo le segnalazioni sia di polizia sia di carabinieri. Perchè è da tempo che la storica piazzetta nel cuore del centro storico è una sorvegliata speciale visto che i residenti non hanno mai smesso di far sentire la propria voce contro il sentirsi abbandonati. Così tanto da aver timore di rientrare di notte, di fermarsi sulla panchina a fare due chiacchiere, di far scendere i bambini a giocare. Insomma di vivere la loro piazzetta incastonata nel cuore del centro storico e vietata alle automobili.
E così la loro voce l’hanno fatta sentire filmando con il telefonino quello che vedevano dalle finestre a cominciare dal ragazzo con la siringa al braccio, chiamando a raccolta gli amministratori comunali, organizzando sit-in, alzando le richieste contro una microcriminalità sempre più presente e preoccupante fatta soprattutto di piccoli spacciatori. Accanto ad edifici privati pericolanti che restano a perenne memoria del degrado. La voce dei residenti è arrivata forte e così sono iniziati i controlli, i passaggi più frequenti delle macchine di polizia e carabinieri, i blitz contro i tossicodipendenti sorpresi a bucarsi dietro ai vecchi palazzi. «Perchè da qualcosa bisogna pur cominciare», dicono i residenti, «e allora ben vengano le macchine delle forze dell’ordine che sicuramente possono funzionare da deterrente. Certo nessuno di noi chiede di blindare la zona, ma non è necessario arrivare a questo per riprendere il controllo del territorio». Perchè la sicurezza, e soprattutto la percezione della sicurezza, passa attraverso molte cose. Grandi e piccole: la presenza di una volante della polizia o di un gazzella dei carabinieri, l’assenza di chi compra o vende droga.
Ma i controlli avviati dalla questura, con il personale delle volanti e del reparto prevenzione crimine di Pescara contro lo spaccio, hanno toccato anche altre zone del centro storico, a cominciare dalla villa comunale e da viale Mazzini, proprio con l’obiettivo di tenere alta la guardia contro il consumo di stupefacenti soprattutto tra i giovanissimi. Scrive a questo proposito la questura: «In queste aree i controlli si sono resi necessari poichè spesso giovani studenti, marinando le lezioni, vi si ritrovano costituendo un possibile bacino di consumatori per spacciatori locali e non».
L’attività di vigilanza, dunque, è stata intensificata anche in prossimità degli istituti scolastici.
Il sindaco Maurizio Brucchi commenta soddisfatto l'operazione della polizia. «Ringrazio la prefettura», dice, «per aver preso in mano la situazione convocando immediatamente dopo la protesta dei cittadini un comitato di ordine e sicurezza pubblica, e ringrazio il questore e il comandante dei carabinieri per essere stati subito operativi. Cominciamo a dare dei segnali, perché di sicurezza c'è sempre più bisogno. E' un primo segnale, ovviamente dovranno seguirne altri anche in altre parti della città».
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