Gite più difficili, ma si fanno lo stesso

8 Marzo 2016

Inchiesta nelle scuole teramane dopo il giro di vite normativo. I presidi: «Ai docenti sono date responsabilità enormi»

TERAMO. Le scuole teramane non rinunciano ai viaggi d'istruzione e alle uscite didattiche ma ricorrono a sempre maggiori accortezze di fronte all'aumento esponenziale delle responsabilità a carico di docenti e dirigenti scolastici, chiamati a garantire la sicurezza degli studenti durante le gite.

«L’ultima circolare trasmessa dal Miur il 3 febbraio scorso affida ai docenti persino il compito di vigilare sull'operato del conducente durante i viaggi», dice Stefania Nardini, dirigente dell'Istituto d’istruzione superiore "Alessandrini-Marino-Forti", «invece, secondo le ultime sentenze del Consiglio di Stato, gli insegnanti dovrebbero addirittura verificare sul posto che le strutture siano adeguate e rispondano a determinati criteri di sicurezza, quando si tratta di alberghi prenotati tramite agenzie». Queste ultime vengono già scelte in ogni scuola con un apposito bando nel quale sono elencati tutti i requisiti richiesti dalla normativa a tutela degli alunni. «Non basta l’attenzione, bisogna prevedere l’imprevedibile. Per questo la scelta rimane al singolo docente, se accompagnare o meno le classi in gita», continua Nardini, «ma, alla luce del valore educativo che possono avere i viaggi d'istruzione, di fronte a queste crescenti responsabilità c'è da chiedersi se sia ancora opportuno per la scuola organizzarli».

Anche Clara Moschella, dirigente dell’Istituto comprensivo Teramo 4 e in reggenza dell'istituto Teramo 5, concorda sul fatto che le richieste normative da rispettare rendano sempre più impegnativa l’organizzazione delle uscite didattiche, di cui tuttavia ribadisce l'importanza. «I docenti che si rendono disponibili ad accompagnare le classi non mancano, ma l’attività istruttoria e il carico di responsabilità sono scoraggianti», spiega la preside, «cerchiamo di non rinunciare ai viaggi e di adeguarci alle normative di sicurezza, ricordandole in tutti i bandi, ma anche in caso di incidenti imprevedibili bisogna dimostrare di aver fatto tutto il possibile per impedire che si verificassero».

La dirigente dell’istituto superiore “Di Poppa-Rozzi”, Caterina Provvisiero, ricorda l’importanza di redigere già in fase di organizzazione una gara attenta nella scelta delle agenzie che si occuperanno del viaggio: «Non si guarda solo alla parte economica dell’offerta, ma sempre più alla qualità», sottolinea. Discorso diverso, invece, secondo Provvisiero, per quanto concerne le crescenti responsabilità dei docenti, ribadite nella circolare del Miur: «C’è il buon senso in tutte le cose, il docente conosce i suoi compiti di accompagnatore, sa cosa deve controllare. In questo modo si creano delle tensioni inutili, mettendo dei paletti esagerati».

Al liceo “Delfico-Montauti” la scuola fa fronte alle maggiori responsabilità richieste ai docenti adottando delle alternative accanto alle tradizionali gite. «Facciamo stage linguistici e scambi culturali all’estero. Ci sono sempre i viaggi d’istruzione, ma vanno organizzati in un certo modo», dice la dirigente scolastica Loredana Di Giampaolo, e spiega: «Sono state scelte delle mete culturali attinenti alle attività della scuola, come il viaggio in Sicilia incentrato sulla rappresentazione della tragedia greca, per i ragazzi del secondo anno. Poi c’è la gita delle classi quinte, dove le responsabilità sono limitate perché i ragazzi sono maggiorenni».

La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo "Zippilli - Lucidi", Lia Valeri, aggiunge che i docenti sono consapevoli che durante la gita l’attenzione dev’essere costante, praticamente «h 24», ma non ha riscontrato per questo una diminuzione nella disponibilità degli stessi ad accompagnare gli alunni. «La visita resta un momento importante se rientra nell’ambito di un discorso educativo», spiega la dirigente, «ma oggi è richiesta molta più attenzione, anche sulle ditte che forniscono il trasporto». Valeri sottolinea che c'è una maggiore preoccupazione da parte delle famiglie in relazione alle località di viaggio dopo i tragici fatti di Parigi: «Abbiamo fatto delle indagini tra i genitori, perchè abbiamo colto resistenze e paure. Ci siamo dati dei criteri piuttosto stringenti, preferendo ad esempio Malta come sede per uno stage rispetto a località con una maggiore concentrazione demografica o una capitale».

In generale quest’anno nelle scuole teramane, tra le mete scelte per i viaggi d’istruzione per l’ultimo anno di superiori, figurano per lo più grandi città europee come Praga, Barcellona o Vienna, o destinazioni "classiche" come la Sicilia o la Grecia. Per quanto riguarda le classi di terza media si rimane in Italia, con gite programmate in località di importanza storico-artistica come Ferrara o Lecce, con una durata variabile dai due ai quattro giorni. Non mancano le uscite didattiche di un solo giorno per le scuole primarie, che si svolgono per lo più in Abruzzo o in regioni limitrofe.

Chiara Di Giovannantonio

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