Giubbini irregolari per radiografie Scattano i sequestri negli ospedali

1 Maggio 2021

Ci sono due indagati per turbata libertà degli incanti, la Asl sostituisce i 99 dispositivi sotto accusa L’azienda sanitaria: «Noi parte lesa, presto una commissione interna per accertare responsabilità» 

TERAMO. La Procura contesta la turbata libertà degli incanti e il commercio o somministrazione di medicinali imperfetti (l’articolo 443 del codice penale): è un’inchiesta che muove i primi passi quella che nella giornata di ieri ha portato i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza a sequestrare su disposizione dell’autorità giudiziaria 99 dispositivi di protezione individuale da radiazioni ionizzanti (i cosiddetti giubbini) nei quattro presidi ospedalieri della Asl, ovvero Teramo, Giulianova, Sant’Omero e GIulianova.
La Procura (il fascicolo è del pm Davide Rosati)ha iscritto due nomi nel registro degli indagati: in questo momento atto dovuto in presenza di un sequestro e, molto probabilmente, in previsione di una consulenza sul materiale. L’inchiesta è nata da un esposto presentato da una delle ditte che avevano partecipato alla gara d’appalto indetta dall’azienda sanitaria e che non sono risultate vincitrice. Così scrive la Asl teramana in una nota: «Il sequestro si inserisce in un’indagine della Procura sulla non conformità al marchio “Ce” dei prodotti forniti in base a una gara d’appalto aggiudicata il 5 aprile del 2018. Per garantire la prosecuzione di tutte le attività che implicano l’utilizzo dei dispositivi in questione e che interessano diverse unità operative (Blocco operatorio, Radiologia, Gastroenterologia, Urologia, Neurochirurgia, Radiologia interventistica, Emodinamica, Utic e Cardiochirurgia) la Asl si è attivata immediatamente e ha provveduto a reperire in poche ore nuovi dispositivi di protezione. In questo modo è stata garantita la prosecuzione delle attività routinarie e di urgenza».
E ancora: «La Asl, parte lesa in tutta la vicenda, prende atto dell’inchiesta della magistratura, apprezza l’attenzione all’incolumità dei propri dipendenti ed è fiduciosa nei risultati delle indagini. Provvederà a stretto giro a nominare una commissione interna per le verifiche tecniche, per accertare eventuali responsabilità e muovere eventuali contestazioni alla ditta fornitrice». I dispositivi di sicurezza sequestrati dai finanzieri del comando provinciale (guidato dal colonnello Gianfranco Lucignano) sono solo quelli utilizzati dal personale sanitario.
E a questo proposito l’azienda così precisa nella nota: «La Asl tiene ad evidenziare che il personale viene costantemente monitorato con l’applicazione di un dosimetro che rileva le radiazioni a cui ogni singolo operatore è esposto e non sono risultate alterazioni nei parametri. I controlli sono eseguiti da una società terza specializzata nel settore».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA