Giudice incompatibile: slitta l’avvio del processo a Ciarrocchi

8 Luglio 2022

Tutto rinviato a dicembre. Intanto l’avvocato di parte civile polemizza con i colleghi della difesa che hanno chiesto e ottenuto di tenere le udienze a porte chiuse: «Non ci sono i presupposti»

TERAMO. L'incompatibilità di un giudice del collegio fa slittare l'avvio del processo al ginecologo teramano Francesco Ciarrocchi, rinviato a giudizio nello scorso marzo per il reato di violenza sessuale. Una vicenda giudiziaria scaturita dalla denuncia di una ragazza che con il medico aveva avuto un rapporto di tipo professionale. Ieri mattina nell'aula Falcone e Borsellino del tribunale di Teramo i difensori dell'imputato, gli avvocati Guglielmo Marconi e Tommaso Navarra, hanno chiesto al collegio la possibilità di far svolgere il processo a porte chiuse. Una richiesta accolta ma che ha visto l'opposizione dell'avvocato Monica Passamonti, che assiste la giovane denunciante costituitasi parte civile. «Non ritengo ci siano i presupposti per far celebrare questo processo a porte chiuse, per diverse ragioni. A partire dal fatto che la richiesta riporta motivi generici, avendo la difesa fatto riferimento alla delicatezza della questione. Ma anche perché la parte civile è stata già ascoltata in incidente probatorio e dunque non tornerà a parlare in aula», ha commentato dopo l'udienza l'avvocato Passamonti, proseguendo: «Da avvocato non posso che rimettermi alla decisione del tribunale ma se la richiesta di porte chiuse sarà riproposta dinanzi al nuovo collegio mi opporrò nuovamente».
Il processo a carico del dottor Ciarrocchi, noto anche per la sua attività politica e attualmente assessore al Comune di Montorio, è stato rinviato al prossimo 16 dicembre. L'inchiesta è nata nel settembre del 2020 in seguito alla denuncia di una ex collaboratrice del medico che avrebbe subito abusi sessuali nel corso di una visita ginecologica nell’ambulatorio privato di Ciarrocchi. Nella querela la giovane ha raccontato come il professionista le avesse anche proposto di vedere un film porno sul cellulare. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il ginecologo aveva respinto tutte le accuse sostenendo di aver fatto «solo il medico». La giovane, ascoltata in un incidente probatorio, aveva invece confermato tutte le accuse mosse in querela. E questo racconto entrerà come testimonianza nel processo.
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