Giulia, chiesta la seconda archiviazione

La Procura chiude le indagini bis con la certezza del suicidio. L’avvocato dei genitori: «Faremo ancora opposizione»
TORTORETO. Nessuna certezza in più su quella notte di tre anni fa, ma una unica convinzione a legare le pagine di una nuova richiesta d’archiviazione: suicidio.
Perché per i pm Enrica Medori e Davide Rosati la 19enne Giulia Di Sabatino, la ragazza di Tortoreto precipitata da un viadotto dell’A14 e dilaniata dalle auto, quella notte scelse di togliersi la vita. La seconda richiesta d’archiviazione firmata e già notificata ai vari legali arriva dopo sei mesi di nuove indagini svolte dopo che il gip Domenico Canosa ha respinto la prima richiesta accogliendo l’opposizione presentata dai genitori convinti, e decisi a dimostrarlo fino alla fine, che Giulia sia stata uccisa e che quella notte con lei sul ponte c’era qualcuno.
Nel fascicolo aperto all’epoca dalla Procura teramana per istigazione al suicidio ci sono tre indagati: il 25enne finito nelle cronache come l’uomo della Panda rossa, l’ultimo ad aver visto Giulia viva e ad aver avuto un rapporto sessuale con lei quella notte, l’uomo con lo scooter che quella sera le diede un passaggio per un tratto di strada e un trentenne di Giulianova accusato di pedopornografia nell’inchiesta aperta dalla Procura distrettuale. A novembre, per quest’ultimo, inizierà il processo per pedopornografia dopo che sul suo telefono cellulare sono state trovate foto osè di Giulia e di altre ragazze, che sarebbero state divulgate anche attraverso WhatsApp, risalenti a un periodo in cui erano minorenni.
Nei mesi scorsi, a questo proposito, i genitori di Giulia hanno lanciato un appello affinché la Procura teramana, nel chiudere la sua inchiesta, valutasse anche il procedimento dell’Aquila. Così commenta l’avvocato Antonio Di Gaspare che assiste i genitori di Giulia e che annuncia una nuova opposizione: «Aspettiamo di verificare le nuove indagini svolte e di vedere se si è indagato sul perché del ritardo sulla verifica degli sms dell’indagato della Panda Rossa subito trovato sul cellulare di Giulia. Siamo alla seconda richiesta di archiviazione nonostante tre indagati di cui uno rinviato a giudizio all’Aquila per gravissimi reati nei confronti di Giulia. Il gip aveva respinto la prima richiesta d’archiviazione disponendo numerose ulteriori indagini da svolgere in sei mesi. Da quel giorno è passato un anno e assistiamo ad una nuova richiesta d’archiviazione. Noi faremo nuovamente opposizione perché è certo che Giulia non si sia uccisa». L’ultima parola sul giallo di Tortoreto torna nuovamente al gip.
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