sanità

Giulianova. Cade a 90 anni in bici: «Niente medicazioni»

13 Luglio 2026

Disavventura per un turista piacentino: «Respinto in farmacia e maltrattato in ospedale»

GIULIANOVA

Cade con la bici, resta ferito e diventa vittima di un’odissea sanitaria. A raccontare la sua spiacevole avventura è Tito Quero, turista piacentino. La sua storia segue di poche ore quella che, suo malgrado, ha visto protagonista una famiglia con madre invalida e figlia in carrozzina la cui auto è stata multata perché in una zona pedonalizzata dopo le 20 senza nessuna possibilità di interloquire con i vigili urbani sul posto. «Stavo percorrendo la ciclabile quando a causa di una deviazione per lavori in corso a fine lungomare sud, su una strada indicata ciclabile, sono incappato in una grossa buca che mi ha fatto cadere rovinosamente», racconta Quero, «alcuni ciclisti si sono fermati a soccorrermi. Ero frastornato ed avevo alcune ferite per fortuna non gravi che tuttavia sanguinavano vistosamente. Di lì a poco si è fermato un giovane operaio intento a curare il verde pubblico per conto del Comune. Senza pensarci due volte e non curandosi dei rischi in cui poteva incorrere, si è preso cura di me; ha caricato la bici sul suo furgone e mi ha accompagnato alla più vicina farmacia per le cure del caso delle ferite».

Qui si è svolta una scena surreale secondo quanto riferito dal turista. «Alla mia richiesta di una medicazione o quantomeno di un po’ di disinfettante la risposta è stata “non pratichiamo medicazioni e possiamo venderti il disinfettante che devi pagare”. Purtroppo il disinfettante mi è stato negato. Il giardiniere comunale mi ha accompagnato al Pronto soccorso dove ho svolto accertamenti che hanno escluso fratture. Qui l’episodio più eclatante che ancora oggi al ricordo mi fa male, un medico credo del Pronto soccorso nel presentarmi il verbale, alla mia richiesta della prescrizione di un’ecografia mi ha trattato male dicendomi in pratica che anche se ci fosse stata la frattura a questa età nessuno mi avrebbe operato. Ora da questa vicenda vorrei trarre delle conclusioni: intanto sento l’obbligo di ringraziare il titolare e il personale dell’hotel “Avila” che mi ha ospitato e si è prodigato per rendere più sopportabile l’incidente occorsomi ma soprattutto un grazie enorme lo rivolgo a quell’uomo che cura il verde e ha dimostrato umanità».