Giulianova celebra l’Independence Day degli Stati Uniti

29 Giugno 2026

L’unico appuntamento abruzzese dedicato alla ricorrenza. Un modo per alimentare il dibattito al tempo di Trump

GIULIANOVA. A partire dal 4 luglio 1776 si contano cinque anniversari di cinquantenari della Dichiarazione d’Indipendenza americana: il 1826, il 1876, il 1926, il 1976 e il 2026. Personalmente, sono stato coinvolto nelle celebrazioni del 1976, quando ho realizzato una videoregistrazione della parata del Bicentenario a Long Island, New York (il cui nastro è stato poi donato alla Biblioteca pubblica di Moriches), e lo sarò in quella del 2026 a Giulianova, l’unica in Abruzzo, assieme all’italo-americano Andrea Banfi. Al momento dell’adozione, da parte del Secondo congresso continentale (il Primo congresso si era tenuto nel 1774), della Dichiarazione d’Indipendenza dalla Gran Bretagna (e, in particolare, da Re Giorgio III) il 4 luglio 1776, le campane delle chiese iniziarono a suonare e i cannoni a sparare in tutte le 13 originarie colonie americane. Il 9 settembre 1776 poi lo stesso Congresso continentale stabilì che il nome della nuova nazione sarebbe stato Stati Uniti d’America ed il generale dell’esercito George Washington ne divenne il primo presidente nel 1789.

Il nome “America” deriva dall’italiano Amerigo Vespucci (il quale definì le terre da lui esplorate “Nuovo Mondo”), rendendo l’America – e gli Usa in particolare – una realtà cara al cuore degli italiani in Italia e negli Usa. Tuttavia, ogni celebrazione di cinquantenario è stata accompagnata da controversie ed avvenuta in contesti storici difficili: a partire dalla tutela degli indiani d’America, passando per la spinosa questione razziale, il suffragio femminile e il movimento per i diritti delle donne e i diritti civili in genere, il proibizionismo, la Guerra civile e la guerra del Vietnam, fino ad arrivare, oggi, al controverso presidente Donald Trump. In effetti, ogni 50ª celebrazione ha rappresentato un’occasione per fare il punto sui successi e sui fallimenti dell’America. E, come scrive nel suo libro The Flag Was Still There, lo scrittore Todd Bennett: «Ogni cinquantennio trascorso dal 1776 ha trovato il nostro Paese a un bivio».

E aggiunge Eddie S. Glaude Jr., professore a Princeton, nel suo recente libro America U.S.A.: «Gli anniversari americani sono spesso occasioni per chiudere un occhio sui mali del passato e del presente». Nel 2025 organizzai a Giulianova la prima celebrazione dell’Independence Day mai tenutasi in Abruzzo. Vi presero parte 25 italoamericani (e 75 italiani) e, anche in quell’occasione, il rituale offrì agli americani l’opportunità sia di congratularsi con se stessi, sia di accendere dibattiti.

Tuttavia la Rivoluzione americana – che talvolta è stata definita un «esperimento» – non è ancora giunta al termine; e ciò nonostante l’abolizionista Samuel May avesse dichiarato, nel 1856, che «l’esperimento del 1776» fosse fallito. La Rivoluzione americana non si è conclusa nel 1776; essa prosegue nel 2026 e oltre – forse anche nei prossimi anniversari: nel 2076, e nel 3026. Oggi, in occasione del 250° anniversario, negli Usa si rinnova l’opportunità di dibattere, riproponendo sia una festa che una sfida e quindi l’esperimento americano continua. E questo 4 luglio verrà nuovamente celebrato anche a Giulianova principalmente sponsorizzato da Mario e Flora Daniele, americani di Rochester, NY, e originari di Castelnuovo frazione di San Pio delle Camere (L’Aquila).

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