Giulianova, dolore ai funerali dell'informatico accoltellato

La figlia rimasta a casa, il malore della compagna, il silenzio della madre, il ricordo del nipote: ai funerali di Paolo Cialini pietà e commozione per chi è stato lasciato solo
GIULIANOVA. È stata una funzione religiosa sobria quella officiata oggi da don Ennio per l’addio a Paolo Cialini, il 47enne informatico morto martedì scorso in seguito a una coltellata ricevuta da Dante Di Silvestre al termine di un litigio per questioni stradali. Ad attendere il feretro, nella piazza davanti alla chiesa di San Pietro apostolo, in viale Orsini, a pochi metri da dove è avvenuto l'omicidio, parenti, amici e conoscenti.
Alla cerimonia funebre, però, non ha preso parte la figlioletta di 6 anni, lasciata a casa dalla zia, per il momento unica testimone dell’accaduto. Visibilmente scosse la madre di Cialini e la compagna Mihaela, accompagnate sottobraccio per le scale che conducono alla chiesa e rimaste in silenzio durante tutta la messa: la madre seduta in prima fila sul banco centrale, Mihaela con il fratello del morto nella fila laterale. La compagna, prima dell’arrivo in chiesa, ha avuto un malore ed è stata soccorsa dai volontari della Croce rossa, che per tutta la durata della messa sono stati presenti sia in chiesa che in piazza. Don Ennio ha recitato un’omelia molto semplice, senza accennare minimamente alle circostanze violente in cui è morto Cialini, questo perché, come hanno raccontato i parenti, alla madre era stato detto che il figlio era morto per un incidente stradale. Il ricordo del nipote, accompagnato da un applauso, e la benedizione della salma hanno concluso la cerimonia. (m.t.)
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