Giulianova, il Tar boccia ancora la lottizzazione Lido delle Palme

1 Aprile 2019

I giudici accolgono il nuovo ricorso dei fratelli Pagliaricci contro la variante decisa dal Comune Il progetto, bloccato da quarant’anni, è uno di quelli finiti anche nella maxi inchiesta Castrum

GIULIANOVA. Torna al punto di partenza il piano di lottizzazione “Lido delle Palme”, già finito nell’inchiesta Castrum, e di recente bocciato ancora una volta dal Tar. I fratelli Alfonso e Giulio Pagliaricci (assistiti dall’avvocato Francesco Masci), contrari alla lottizzazione, hanno incassato l’ennesima sentenza favorevole in una battaglia che li vede combattere in prima linea contro le deliberazioni del Comune di Giulianova. Un nuovo stop, dunque, per un piano di lottizzazione fermo da oltre 40 anni.
La recente sentenza del tribunale amministrativo fa seguito all’ennesimo esposto dei fratelli Pagliaricci, proprietari di un’area all’interno del comparto, presentato contro il Comune ed il consorzio Lido delle Palme. Il Tar ha confermato le eccezioni che già nel 2014 avevano portato ad un primo annullamento del piano attuativo, annullamento che aveva indotto l’amministrazione a proporre una variante al Prg che fosse risolutiva dei rilievi sottolineati dai giudici amministrativi. La variante è stata nuovamente bocciata dai giudici del Tar con le stesse motivazioni e con l’aggiunta della censura di procedure che secondo il tribunale sarebbero errate. Secondo i giudici la variante sarebbe carente delle necessarie fasi di pubblicità e di valutazione ambientale strategica. Per i proprietari delle aree, riuniti nel consorzio, arriva l’ennesima tegola . Va ricordato che le procedure nel 2017 sono finite anche nella maxi inchiesta su un presunto giro di appalti e mazzette chiamata “Castrum” e che oggi vede a processo 12 imputati tra dirigenti comunali, ex politici e imprenditori.
Per ora il piano di lottizzazione Lido delle Palme, che negli annunci degli allora amministratori avrebbe dovuto cambiare letteralmente le sorti e la fisionomia della parte settentrionale della città, rimane solo nel campo delle buone intenzioni. Dunque, tutto da rifare con il conseguente allungamento dei tempi e con la certezza che, almeno per ora, quella parte di territorio comunale rimarrà come è sempre stata: un’ampia distesa di canne, rovi ed erbacce. Pessimo biglietto da visita per una cittadina che dovrebbe avere una vocazione turistica.
Tra l’altro i proprietari delle aree che rientrano nel comparto continuano a lamentarsi per le spese che annualmente vengono sostenute per mantenere la zona in un certo stato di decoro. Le spese di pulizia periodica con cadenza semestrale ammontano a circa 20mila euro con la prospettiva che ora i tempi di attesa potrebbero allungarsi notevolmente prima di poter arrivare alla posa della prima pietra.
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