Giulianova, negozianti uniti sugli eventi estivi

Li organizzeranno loro visto che il Comune non ha soldi. Il M5S chiede le dimissioni di Grimi
GIULIANOVA. Torneranno a riunirsi mercoledì i commercianti per l’organizzazione degli eventi estivi e, stavolta, ci saranno anche albergatori e campeggiatori. L’atmosfera che si respira quest’anno è delle più favorevoli. Nonostante il Comune abbia già detto di non avere fondi a disposizione per gli eventi estivi, gli esercenti provvederanno in proprio, collaborando anche con associazioni del territorio, come quella di “Attenti al luppolo”. Lo scopo, infatti, oltre che collaborare e unire le forze, è non accavallarsi con gli eventi, in modo tale da far fruire una manifestazione al più ampio pubblico possibile facendo girare i luoghi della città. Già nella scorsa riunione, a cui erano presenti anche l’assessore Gianluca Grimi e il consigliere delegato alle manifestazioni Carlo Mustone, il comitato “I love shopping” aveva staccato le due date prossime per riproporre la fortunata manifestazione, sabato 16 luglio e sabato 20 agosto, quest’ultima a tema anni ’50. Gli eventi, poi, saranno pubblicizzati con una conferenza pubblica a maggio. «Sono contento di come stanno evolvendosi le cose», aveva commentato Grimi, «nonostante le ristrettezze economiche in cui tutti i Comuni si trovano, i commercianti stanno tirando fuori spirito di collaborazione. In verità io per primo, in questi tempi di magra, non me la sono sentita di chiedere fondi per le manifestazioni, ma supporteremo i commercianti come meglio potremo». Non è dello stesso avviso il Movimento 5 stelle, che ha trovato invece molto grave la mancanza di fondi per gli eventi estivi e ha chiesto le dimissioni dell’assessore. «La stagione estiva», ha dichiarato il Movimento, rappresentato da Margherita Trifoni in consiglio, «dovrebbe essere il momento in cui concentrare i maggiori sforzi per poter tirare il fiato. L’incontro di qualche giorno fa tra l’assessore Grimi e i commercianti per l’organizzazione degli eventi estivi ha avuto un esito che potremmo definire quasi disastroso. Chiediamo a Grimi se i quasi 10mila euro spesi per il ricorso perso per il fallimento del Cirsu, i 3mila euro di risarcimento per l’ampliamento illegittimo, secondo il Tar, del palazzo dell’ex l'ufficio del registro e i 7mila euro di ferie arretrate pagate ad un dipendente andato in pensione (contro la normativa vigente), non avrebbero potuto essere usati come contributo alle associazioni commercianti del lido e del paese». Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

