Giulianova, ruba 450mila euro alla ditta dei parenti

10 Dicembre 2015

Dipendente di una piccola impresa indagata dalla procura per furto: il giudice le sequestra dal conto personale 250mila euro

GIULIANOVA. L’accusa della procura, tutta da dimostrare, è pesante: aver rubato 450mila euro in due anni dai conti della piccola azienda giuliese per cui lavorava. Una donna di 40 anni è indagata per furto nel fascicolo aperto dal pm Andrea De Feis dopo la denuncia dei titolari della società, tra l’altro legati alla donna da un rapporto di parentela. Qualche giorno fa nell’inchiesta è entrato anche il provvedimento del gup Giovanni de Rensis che ha accolto la richiesta di sequestro di 250mila euro sui conti della donna avanzata dallo stesso pm. Successivamente il sostituto procuratore ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini.

I fatti iniziano qualche mese fa quando uno dei consulenti nominati dai titolari dell’azienda, nell’ambito del procedimento di amministrazione controllata in cui la società da qualche tempo si trova, registra un notevole ammanco sui conti: in due anni sarebbero spariti 450mila euro, soldi mai entrati nelle casse dell’azienda.

Immediatamente scatta la denuncia e i sospetti dei titolari cadono sulla donna, impiegata nel settore amministrativo, che ha libero accesso nella stanza in cui viene lasciato l’incasso giornaliero in contanti prima di essere depositato in banca. Iniziano i primi accertamenti che la procura delega alla guardia di finanza.

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle fanno numerosi controlli bancari sia sui conti dei titolari dell'azienda sia su quelli della dipendente e proprio sui conti di quest'ultima avrebbero notato dei movimenti sospetti relativi proprio al periodo incriminato: nessun prelievo e nessun pagamento nè con bancomat nè con carte di credito ma solo versamenti. Numerosi e in alcuni casi anche ingenti: i versamenti, infatti, andavano da mille a tremila euro, a volte anche di più. Soldi che la donna, sempre secondo l’accusa della procura, avrebbe personalmente versato in contanti sul proprio conto bancario. Non solo.

Sempre secondo l’accusa l’impiegata, in questo periodo di tempo, avrebbe fatto grossi acquisti tra cui anche una macchina. Gli accertamenti bancari, insieme a tutta una serie di altri elementi raccolti, hanno portato la procura a chiedere ed ottenere il sequestro sui conti della donna e a chiudere le indagini con l’accusa di furto. Con l’avviso di conclusione, l’indagata ha venti giorni di tempo per presentare memoria e per chiedere di essere ascoltata per dare la sua versione dei fatti. Entro dieci giorni dal provvedimento di sequestro dei soldi, inoltre, la difesa può presentare ricorso per chiedere il dissequestro. (d.p.)

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