Giulianova, Ruffini vuole garanzie

15 Giugno 2023

L’ex Pescara pronto all’incarico dirigenziale: ma serve un piano a lungo termine

GIULIANOVA. «Non ho chiesto garanzie economiche ma di natura professionale. Il Giulianova è una società che si deve strutturare». A dirlo è Ferdinando Ruffini, ex dirigente del Pescara, giuliese doc, e possibile futuro direttore generale giallorosso. Ruffini martedì ha avuto un lungo incontro con la società in cui ha esposto le sue idee, ma al momento non c’è nessuna ufficialità. «Mi sono incontrato con la società che avrebbe il piacere di coinvolgermi in questo progetto e io ho dato la mia disponibilità», spiega Ruffini, «ho esposto un progetto tecnico che parte del settore giovanile per cercare di far crescere, nel tempo, prospetti locali che mancano da tanti anni. E in prima squadra bisogna ricreare entusiasmo sia per i risultati che per il bel gioco, con organizzazione. Se queste condizioni vengono accettate, non ci saranno problemi».
Il Giulianova è alla ricerca di una figura che possa gestire aspetti societari e di squadra e ha individuato in Ruffini il profilo ideale. Nei prossimi giorni ci potrebbero essere sviluppi positivi, con Ruffini che andrebbe a ricoprire un incarico dirigenziale sia sotto il profilo gestionale nella società che di supporto allo staff tecnico. L’ex dirigente del Pescara è chiaro: «Prima di vincere un campionato bisogna strutturarsi sotto tutti i punti di vista» e aggiunge di aver «dato la disponibilità affettiva e professionale per far sì che nasca un qualcosa che duri nel tempo». In settimana potrebbero già esserci delle novità riguardo un accordo, ma il Giulianova dovrà comunque correre per programmare al meglio la prossima stagione dopo la conferma di mister Luciano Cerasi. Ruffini ha parole di elogio per società e tecnico. «Sono tifosi, hanno passione, mi piacciono», dice, «Cerasi è un allenatore che ha fatto un ottimo lavoro e anche lui ha bisogno di dare continuità a tutto ciò che di buono ha fatto finora. Sotto questo aspetto non c'è niente da dire».
Enrico Cipolletti