Giulianova, tagliate ortopedia e chirurgia
Dal 1° agosto diventano servizi “day surgery”: eseguiranno soltanto interventi di lieve impatto
GIULIANOVA. Dal primo agosto, dopo decenni di onorato servizio, i reparti di ortopedia, traumatologia e chirurgia dell’ospedale giuliese saranno trasformati in day surgery. L’espressione definisce la possibilità di effettuare interventi o altre procedure diagnostiche o terapeutiche su pazienti che vengono dimessi nella stessa giornata di ammissione. Una sorta di chirurgia ambulatoriale che contempla interventi catalogati di lieve impatto, con procedure anestetiche locali. A sollevare il malcontento è stato con una nota affidata ai media Gianluca D’Angelo, un cittadino da poco dimesso dal reparto di ortopedia dell’ospedale giuliese: «Mentre ero ancora ricoverato ho appreso della chiusura di ortopedia. Ho trovato conferme negli occhi lucidi dei medici e del personale. Ho potuto constatare personalmente quanto funzioni bene quel settore condotto egregiamente dal dottor Sergio Callipo». D’Angelo si chiede chi abbia assunto queste decisioni e con quale scopo. «Si può – si domanda - chiudere un’eccellenza sanitaria per motivi sconosciuti?». All’interno della struttura la circostanza della “trasformazione” dal primo agosto viene confermata, anche se in modo anonimo, dal personale. «Oggi – dopo anni di applicazione e gavetta – abbiamo un gioiello di reparto con interventi di alta chirurgia ortopedica. D’ora in avanti verranno curati solo i piccoli problemi e la professionalità, rispetto al passato, verrà ridimensionata». Per i ricoveri lunghi, chi si recherà a Giulianova verrà dirottato a Sant’Omero, Atri o Teramo, sempre che ci sia posto. Si potrebbe finire anche fuori provincia o fuori regione in casi estremi. I problemi ovviamente sorgeranno anche per i turisti, anche loro costretti a girovagare.
Se a Giulianova si piange, al San Liberatore di Atri arriva invece la buona notizia della “promozione” del day surgery di urologia a unità operativa semplice dipartimentale a partire da domani. Notizia diffusa in una nota dal consigliere regionale Luciano Monticelli, che scrive: «A guidare il reparto rafforzato da due nuovi dirigenti medici, Federico Narcisi e Luca Topazio, continuerà ad essere l’attuale responsabile, la dottoressa Daniela Granchelli. È una nuova brutta giornata per gli adepti del vasto partito trasversale che da qualche anno a questa parte ha tentato di tutto, salvo forse le macumbe e la magia nera, per accreditare l’idea che il San Liberatore fosse un presidio ospedaliero ormai moribondo, sperando di trarne qualche vantaggio politico personale». Monticelli ricorda che «l’urologia era stata portata a day surgery negli anni del centrodestra imperante» e che invece, «con il centrosinistra al governo, l’urologia è tornata Uosd, la pediatria e la fibrosi cistica sono state mantenute, l’endocrinologia ha ricevuto cospicui finanziamenti per ammodernare il proprio reparto e l’oculistica, grazie al dottor Paone, fa numeri mai visti».(al.al.)

