Giulianova, via alla lottizzazione dell’area Cerulli Irelli-Migliori

Iter sbloccato dopo che il Comune ha stabilito che non c’è bisogno della valutazione ambientale Nel progetto è prevista la costruzione di un palasport da 800 posti a spese dei proprietari
GIULIANOVA . Al via la lottizzazione Cerulli Irelli-Migliori relativa ad una estesa porzione di terreno di diversi ettari tra via Montello e la statale Adriatica, confinante con l’ex oleificio Scibilia e la ex fornace Di Giampietro (entrambi inseriti nel 2016 dalla Regione Abruzzo tra i siti dismessi a rischio potenziale). L’iter presenta delle prescrizioni da parte dell’Arta e della Soprintendenza. Il via libera è arrivato con la la determina dirigenziale del Comune in cui si stabilisce che il progetto non ha bisogno della Vas (valutazione ambientale strategica) per cui si può procedere con il piano di lottizzazione presentato nell’agosto 2015 e che prevede, come annunciò a suo tempo l’ex sindaco Mastromauro , la realizzazione di un palazzetto dello sport da 800 posti da realizzare a carico dei lottizzanti entro il 2018. I ritardi dovuti alla valutazione ambientale hanno diluito i tempi. I ritardi nel pronunciamento, come si legge nella determina, sono da ricollegare agli iniziali pareri negativi della soprintendenza e dell’Arta. La prima obiettava che il piano, come presentato, non avrebbe tenuto conto in maniera esaustiva degli effetti prodotti dal nuovo intervento su un territorio ancora totalmente agricolo e privo di costruzioni e delle valenze paesaggistiche generali dell’intorno e di non aver preso in esame in alcun modo le rilevanti emergenze monumentali come la torre del Salinello, e di archeologia industriale come la fornace Di Giampietro, ai confini della lottizzazione. L’Arta invece metteva in risalto alcuni segni di instabilità del terreno oggetto della lottizzazione che avrebbero potuto interferire con la compatibilità dell’intervento proposto per cui riteneva fossero auspicabili ulteriori indagini idrogeologiche in modo da escludere le ipotesi di rischio potenziale. Sempre l’Arta sottolineava la possibile presenza nel terreno di elementi contaminanti originati dai due siti confinanti censiti tra quelli a rischio potenziale al fine di escludere una contaminazione indotta. Di qui l’invito ad effettuare indagini sul suolo, sottosuolo ed acque. Dopo gli esami eseguiti dal proponente, da cui è risultata la presenza di manganese ed idrocarburi oltre la media, l’Arta ha prescritto di procedere al monitoraggio annuale con specifici sensori al fine di valutare l’efficacia delle opere di messa in sicurezza riservandosi ulteriori azioni future. L’Arta indica di evitare l’uso della falda a scopo irriguo e di assumere idonee misure in sede di utilizzo del sottosuolo per la realizzazioni delle fondazioni. Per il patrimonio culturale viene richiamata la raccomandazione della salvaguardia delle vedute dalla statale verso la collina.
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