Giunta nel segno delle donne

D’Alberto sceglie Marroni come vicesindaco, deleghe importanti a Di Padova e Falini
TERAMO. Donne nei ruoli chiave. La giunta del sindaco Gianguido D’Alberto nasce con una marcata impronta femminile. Nel numero la rappresentanza “rosa” non va oltre il minimo imposto dalla riserva di legge, tre su sette degli assessori designati, ma nella sostanza va ben oltre la mera presenza di contorno.
VICE CON SORPRESA. A cominciare dalla scelta del numero due dell’amministrazione. I pronostici sono stati smentiti dalla designazione di Maria Cristina Marroni che dunque affiancherà D’Alberto nel ruolo di vicesindaco. La sorpresa è doppia perché la sua lista “Teramo 3.0” ha eletto due consiglieri e dunque non era inizialmente destinato a ricevere l’incarico a cui potevano aspirare le più ampie rappresentanze di Pd e “Insieme possiamo”. Marroni, 43 anni, insegnate di latino e italiano allo scientifico “Delfico”, appassionata d’arte e cultura, con alle spalle un mandato da consigliera di opposizione, si occuperà di pubblica istruzione.
SUPER ASSESSORE. Nella discontinuità anche lessicale rispetto al passato su cui punta il sindaco le deleghe non sono più definite come tali ma diventano “aree”. Quella del “governo del territorio” è stata affidata a Stefania Di Padova del Pd. Al di là del giro di parole lei sarà di fatto il “super assessore” della giunta, cumulando la guida dei settori Lavori pubblici e urbanistica. Avvocato, 35 anni, impegnata nel comitato di quartiere di Santa Maria a Bitetto, il suo incarico la metterà a contatto strettissimo con D’Alberto che ha tenuto per sé la ricostruzione.
SINDACO “PESANTE”. Il primo cittadino, almeno nella fase di avvio, gestirà direttamente anche bilancio, polizia municipale e rapporti con le società partecipate, in particolare la Team. Non si limiterà insomma a un ruolo di supervisione, ma avrà compiti operativi di grande impegno.
LA PARTECIPAZIONE. Grande attenzione, stando agli annunci della campagna elettorale, sarà riservata da D’Alberto all’area “dialogo con il territorio”. Anche in questo caso la scelta è caduta su una donna. Sara Falini di “Inseme possiamo”, 29 anni, laureata in economia, dipendente del Caf della Cisl, alla prima esperienza politica, è la più giovane componente della giunta e dovrà dare concretezza al principio, tanto evocato prima del voto, della partecipazione dei cittadini alle scelte: prima fra tutte quella sul progetto per il recupero del teatro romano.
LA LINEA VERDE. A confermare la tendenza all’abbassamento dell’età media degli assessori sono due delle quattro designazioni maschili. Per entrambi D’Alberto ha previsto ruoli significativi. Antonio Filipponi, che con il primo cittadino ha condiviso quattro anni di intesa attività all’opposizione nello scorso consiglio, rappresenterà “Insieme possiamo” nella gestione del commercio, settore molto spinoso. Il nuovo assessore, 34 anni, imprenditore, impegnato nell’associazionismo cattolico con il movimento dei focolari, si farà carico anche di sport, turismo ed eventi. Altro giovane su cui punta D’Alberto è l’esordiente in consiglio Simone Mistichelli. Collaboratore del gruppo del Pd in consiglio regionale guidato da Sandro Mariani, 35 anni, sarà chiamato a occuparsi delle aree “solidarietà ed eguaglianza sostanziale” che in pratica significa servizi sociali.
I DUE DECANI. La quota di necessaria esperienza, per età e precedenti esperienze lavorative, verrà fornita da Valdo Di Bonaventura per “Teramo vive”, già in consiglio dal 2004 al 2014, e Luigi Ponziani per “Insieme possiamo”. Il primo, 61 anni, funzionario Ater in pensione, con la passione per i fiori e attento al sociale, avrà tra i suoi compiti manutenzioni, decoro urbano e ambiente. Il secondo, 66 anni, ex direttore della biblioteca provinciale, sarà il riferimento per la giunta dell’area culturale, settore di cui è uno storico esponente. Oggi, nella seduta consiliare convocato per le 9.30 nell’Ipogeo di piazza Garibaldi, gli assessori riceveranno l’investitura ufficiale.
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