Giunta tutta Pd, rottura con Sottanelli

La coalizione #amoroseto va all’opposizione: «Ignorato ogni accordo anche se abbiamo fatto vincere Di Girolamo»
ROSETO. I nuovi assessori di Roseto proverranno tutti dall’area del Pd. Questa mattina è prevista la conferenza stampa per presentare ufficialmente la squadra che affiancherà il sindaco Sabatino Di Girolamo, la cui composizione non dovrebbe discostarsi molto da quella anticipata nei giorni scorsi dal nostro giornale, e cioè: Simone Tacchetti, Tonino Frattari, Nicola Petrini e Luciana Di Bartolomeo, mentre Teresa Ginoble sarà il presidente del consiglio comunale. L’unica incognita è rappresentata dal secondo assessore donna, che inizialmente si pensava potesse essere un esponente di #amoroseto, ma a quanto pare non sarà più così, visto che la coalizione civica resterà all’opposizione.
Una scelta che non sarà affatto indolore, almeno a giudicare dalla reazione del gruppo ispirato dall’onorevole Giulio Sottanelli e affidato a Rosaria Ciancaione in qualità di candidata sindaco. «Prendiamo atto che il Pd rosetano, investito da una improvvisa sindrome di onnipotenza, ha disatteso ogni accordo politico-programmatico con la coalizione #amoroseto», si legge infatti in una nota del gruppo, «che, è bene ricordarlo, con i suoi 4.450 voti al primo turno (superiori al risultato delle liste del Pd) e con l’appoggio al ballottaggio, è stata determinante per la vittoria di Sabatino Di Girolamo». Quindi l’affondo contro quello che sarebbe dovuto essere il partner di governo. «Il Pd agisce con un cinismo degno del peggio della prima Repubblica», incalza #amoroseto, «dimenticandosi che tutto ciò danneggerà i cittadini, l’immagine pubblica e politica della città di Roseto e il suo futuro. Il progetto del Pd e del sindaco Di Girolamo, sbandierato ai quattro venti durante la campagna elettorale per il ballottaggio, di lavorare insieme per riunificare le forze di centrosinistra, si è sciolto come neve al sole di fronte alle logiche di un partito dominato da mille personalismi».
Dito puntato sull’onorevole Tommaso Ginoble, anche se non viene mai nominato, considerato l’eminenza grigia della formazione che ha sostenuto Di Girolamo. «Il Pd rosetano, sotto l’abile regia di qualche manovratore occulto», prosegue infatti la nota, «ha pensato di trattare le forze politiche della nostra coalizione come figlie di un Dio minore, pronte ad accettare qualsiasi decisione calata dall’alto senza un minimo di condivisione o coinvolgimento nei progetti per il futuro della città».
«I gruppi consiliari del Pd e delle liste collegate (Di Girolamo Sindaco e Roseto Protagonista)», è la replica di Celestino Salvatore, il consigliere che ha seguito più da vicino l’evolversi delle vicende e al quale sarà affidato il ruolo di capogruppo, «dopo il primo turno elettorale del 5 giugno scorso hanno manifestato la loro contrarietà a ogni ipotesi di apparentamento tecnico con la coalizione Amoroseto per il secondo turno. Un accordo in tal senso avrebbe avuto il sapore di inciucio dopo il successo personale del candidato sindaco Di Girolamo, tenuto anche conto dei toni della campagna elettorale. Ciò nonostante, non potendosi negare un apporto di Amoroseto nel risultato del ballottaggio, il sindaco ha manifestato una apertura, anche organigrammatica verso questa coalizione, nell’intento di iniziare un percorso di ricucitura di uno strappo, nell’area del centrosinistra e della sinistra di Roseto. I responsabili della coalizione civica sono apparsi invece interessati esclusivamente al numero e al peso degli assessorati. Di Girolamo, dovendo dare risposta ai numerosi problemi della città, ha dunque ritenuto di andare avanti nella costruzione dell’organigramma amministrativo, vista anche l’urgenza di affrontare i numerosi impegni lasciati irrisolti dalla precedente amministrazione Pavone».
In soldoni: il Pd era pronto a un’apertura verso la coalizione civica, ma le richieste di quest’ultima sono state evidentemente considerate esagerate tanto da non poter essere accettate dal sindaco, il quale ha quindi deciso di andare avanti per la propria strada dando vita a un monocolore, come d’altronde auspicato dalla maggior parte dei suoi candidati. Non bisogna comunque sottovalutare il peso del Comune di Roseto nell’assetto regionale. Non è infatti un mistero che in ballo c’è anche la leadership del Pd regionale con lo sguardo verso il Parlamento, che vede da una parte l’onorevole Sottanelli con il sostegno del governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, entrambi nemici giurati dell’antagonista Tommaso Ginoble, il quale però si è aggiudicato questa mano nonostante la potenza di fuoco degli avversari. «Il nostro impegno in consiglio comunale sarà quello di fare un’opposizione dura ma costruttiva», è la dichiarazione d’intenti di #amoroseto, che sarà presente con tre rappresentanti: Mario Nugnes, Angelo Marcone e Rosaria Ciancaione, se però quest’ultima riuscirà a superare i problemi di incompatibilità visto che al momento ricopre il ruolo di dirigente alla Regione.
Federico Centola
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