Giurisprudenza, nuovo corso di laurea

19 Luglio 2019

Il preside Marchetti: «Attivata la magistrale in Diritto, economia e strategia d’impresa, utile nel pubblico e nelle aziende»

TERAMO. Paolo Marchetti, a pochi giorni dalla riconferma a preside di Giurisprudenza, storicamente facoltà “ammiraglia” dell’ateneo teramano, annuncia che è realtà un nuovo corso di laurea magistrale.
Quali le novità a stretto giro?
«Abbiamo istituito una nuova laurea magistrale. Un biennio in Diritto, economia e strategia d'impresa. Una laurea veramente innovativa che si propone di formare professionisti con elevate competenze sia in ambito economico che giuridico. Un corso che rappresenta un unicum nel panorama dell'offerta formativa nazionale».
Un nuovo corso di studi che richiama dunque il “law and economics” della tradizione anglosassone. Questa laurea magistrale sarà utile nel settore pubblico o privato? E quale esigenza intercetta?
«Sì, l'ispirazione è venuta dai modelli anglo-americani, che da questo punto di vista sono più avanzati dei nostri. L'idea che il diritto e l'economia interagiscano in maniera strettissima – tanto da rendere necessaria la formazione di esperti del settore in possesso di entrambe le competenze – non si è ancora affermata in Italia in maniera decisa, almeno sul piano della formazione universitaria. Per quanto riguarda l'utilizzabilità della laurea nel settore pubblico o privato, direi che sarà spendibile in entrambi i settori. Per gli impieghi specifici penso a figure come il consulente legale d’impresa, il consulente in gestione della proprietà industriale, il responsabile della contabilità e del bilancio, il consulente economico-finanziario d’impresa, il funzionario all'interno di enti pubblici o privati, il funzionario nelle autorità indipendenti».
È anche un corso particolarmente proiettato sul piano internazionale?
«Il linguaggio economico, si sa, è un linguaggio comprensibile solo nella dimensione internazionale. Ma anche il diritto, soprattutto quello che interagisce con l'economia, ha perso la sua connotazione strettamente nazionale. La proiezione internazionale sarà di sicuro una peculiarità di questo corso di studi».
E per il futuro a medio termine quali potrebbero essere le direttrici di sviluppo, ha in mente nuovi corsi?
«Penso si possa lavorare sulla nostra triennale di Servizi giuridici. Auspico, ma nell’anno accademico 2020-21 la creazione di un curriculum a indirizzo criminologico, che altrove sta dando ottimi risultati».
Per anni Giurisprudenza è stata la facoltà preferita da molti studenti. E’ ancora così e soprattutto le professioni legali mantengono il loro fascino?
«Credo che Giurisprudenza sia ancora una facoltà molto amata dagli studenti. Certo, non siamo ai livelli di una ventina d'anni fa, quando ci fu una vera e propria esplosione di iscrizioni. Ma l'interesse per le professioni legali è ancora vivo tra gli studenti. Quelle di avvocato, magistrato e notaio, sono professioni che ancora esercitano una forte fascino. Non solo per il prestigio sociale che rivestono, ma anche per l'ancoraggio a valori ideali forti, per fortuna ancora circolanti tra i nostri giovani».
Chi vuol diventare avvocato, magistrato o notaio è obbligato al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza o ci sono scorciatoie?
«No. Non esistono scorciatoie. Chi vuol intraprendere una di queste professioni legali deve per forza possedere una laurea magistrale in Giurisprudenza».
L’università di Teramo si conferma dunque il polo giuridico di riferimento in Abruzzo?
«Certo, nella realtà abruzzese l'università di Teramo rappresenta l'unica sede in cui si possono formare chi vorrà intraprendere la professione di avvocato, magistrato o notaio, rivendicando così la sua unicità nell'ambito della formazione alle professioni legali».
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