Già ingoiata dal mare la spiaggia ricostruita con 2 milioni di euro

13 Giugno 2022

Pepe (Pd) punge la Regione: «Ora basta con l’arroganza» I balneatori: «La politica deve chiarire le responsabilità»

ALBA ADRIATICA. Già se n’erano avute le avvisaglie verso la fine di maggio, negli ultimi due giorni è suonato un vero e proprio allarme: l’erosione è tornata a colpire la spiaggia all’estremità nord di Alba Adriatica, appena sottoposta a una particolare e costosa opera di ripascimento tecnicamente definita “spiaggia di alimentazione a rilascio controllato”. Sull’arenile, appena davanti alla prima fila di ombrelloni, si è creato un vistoso gradone e il mare ha scoperto i due pennelli perpendicolari di contenimento che, secondo il progetto, sarebbero dovuti restare sotto la sabbia. Il tutto, peraltro, è avvenuto dopo una mareggiata non trascendentale, il che fa pensare al peggio se il mare dovesse ingrossarsi davvero.
Non sono tardate ad arrivare le reazioni polemiche. In un post su Facebook il consigliere regionale del Pd Dino Pepe ha pubblicato alcune fotografie del gradone e dei pennelli scoperti commentando: «La superbia andò a cavallo e tornò a piedi, anzi a nuoto!». Evidente il riferimento all’avversario politico Umberto D’Annuntiis, il sottosegretario della giunta regionale, che ha portato avanti il progetto della spiaggia di alimentazione e che a maggio, quando l’intervento stava per essere concluso, aveva rivendicato il successo dell’operazione aggiungendo aspri commenti contro la precedente amministrazione regionale (di cui Pepe faceva parte). A dire il vero nel suo post, dopo l’ironia iniziale, l’esponente dei Dem usa toni collaborativi e propositivi. Scrive Pepe: «Ora cerchiamo, senza arroganza, una soluzione efficace per Alba Adriatica e per tutta la costa abruzzese. Eroghiamo subito un milione di euro, bloccato da oltre un anno dalla giunta regionale, per ristorare gli operatori e mettiamo in campo un progetto condiviso contro l’erosione».
Di sicuro tra gli operatori della costa nord albense è sceso il gelo, altro che la leggera tramontana di questi giorni. Ivan Lazzarini, balneatore della zona nord e vice presidente del comitato anti-erosione, dice: «Con il mare alto di venerdì si è creato un gradino fino a un metro e mezzo di altezza e sono state perse tre file di ombrelloni. Innanzitutto le Opere Marittime della Regione ancora non ci dicono se possiamo toccare o meno il gradino e come mettere in sicurezza la spiaggia (ma anche il pennello che si è scoperto) per i bagnanti. Li abbiamo contattati venerdì, nessuna risposta. Poi vogliamo chiarezza: l'opera è stata eseguita a regola d'arte? Nel caso: ci sono responsabilità tecniche di chi l'ha progettata o di chi l'ha realizzata? La politica tutta, maggioranza e opposizione, si faccia garante di una soluzione a questo problema. Ma l’unico modo per risolverlo definitivamente è realizzare le barriere parallele alla costa».
Sulla spiaggia di alimentazione si attendono, nei prossimi giorni, richieste di accesso agli atti e conferenze stampa. Non solo perché il lavoro – costato due milioni di euro – non risulta (almeno al momento) essere stato efficace, ma anche perché l'opera tecnicamente non sarebbe ancora finita. A quanto pare, non c'è ancora il collaudo. E questo, se fosse confermato, non sarebbe un male, perché darebbe alla Regione più possibilità di metterci la classica “pezza”. (d.v.-l.t.)
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